Archivi del giorno: ottobre 8, 2010

Il Potere della Condivisione delle Notizie

Il broadcaster statunitense CNN ha rilasciato ieri i risultati della ricerca denominata Pownar [power of news and recommendation].

Come dichiara, Didier Mormesse, SVP, Ad Sales Research, Development & Audience Insight at CNN International, ““Knowing the typology of shared content is significant as the information could be used by agencies as a guideline to mould creative and therefore make their advertising more effective to consumers”

Il progetto di ricerca si è svolto tra giugno ed agosto di quest’anno coinvolgendo 2300 rispondenti on line a livello internazionale.

La legge di Pareto [80/20] si applica anche alla condivisione di informazioni, di notizie, con il 27% del campione che condivide l’87% del totale.

La maggior parte delle notizie condivise contengono un commento all’informazione diffusa.

Le notizie dell’ultima ora [“breaking news”] pesano il 19% del totale , parrebbe dunque che la tempestività sia meno fondamentale dell’attendibilità e dell’approfondimento dell’informazione.

I social media pesano il 43%  del totale dei mezzi utilizzati per condividere informazioni, seguiti da e mail al 30% e sms al 15%.

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La Crisi non è più Periodica

Nielsen ha rilasciato la consueta sintesi sugli investimenti pubblicitari, suddivisi per mezzo, aggiornata a luglio.

Il mercato pubblicitario, grazie anche al traino dei mondiali di calcio, pare finalmente in ripresa con un tasso di crescita complessivo vicino al 5% nei primi 7 mesi dell’anno rispetto al pari periodo dell’anno precedente.

E’ una crescita che è trasversale a tutti i mezzi di comunicazione ad esclusione della stampa periodica che continua registrare una flessione di oltre il 9%.

E’ evidente che la crisi della stampa periodica, al pari di quella della “free press”, va ben al di là della contingenza.

Una crisi che da periodica diviene strutturale. Una disaffezione da parte dei lettori testimoniata anche dagli scarsi riscontri che queste testate complessivamente ottengono anche on line con visite ed utenti unici dai numeri deludenti.

Non bastano evidentemente i tagli prezzo, le proposte di abbonamento a prezzi di saldo o abbinamenti, azioni di cross promotion, che da sandwich si sono trasformati in <<big mac>>, ad avvicinare lettori e, dunque, investitori pubblicitari.

E’ una crisi di contenuti, di un modello che ha trasformato la maggior parte delle riviste in cataloghi pubblicitari tanto fitti quanto noiosi. Di uffici marketing degli editori trasformatisi in esperti di acquisti di stock un tanto al chilo da Hong Kong perdendo qualsiasi conoscenza e contatto con l’utenza.

Diceva Bertolt Brecht che quando ci si trova davanti a un ostacolo la linea più breve tra due punti può essere una curva, non vi è dubbio che sia il momento di dare una bella sterzata.

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