Archivi del giorno: agosto 24, 2010

Realtà Aumentata & Convergenza Editoriale

La realtà aumentata è la sovrapposizione di livelli informativi [elementi virtuali e multimediali, dati geolocalizzati, ecc.] all’esperienza reale di tutti i giorni.

Il Süddeutsche Zeitung Magazin diventa la prima pubblicazione editoriale di massa a sfruttare la realtà aumentata.

Come mostra il video,  con l’utilizzo di uno smartphone [ed un’applicazione dedicata liberamente scaricabile] la rivista di carta “si anima” dando vita ad un’arricchimento di informazioni e di sensazioni  davvero straordinario.

Tra tutte le proposte sin ora sperimentate mi pare assolutamente la più convincente ed interessante sia per i contenuti informativi che per le proposte di comunicazione pubblicitaria.

Il primo pilastro per il processo di convergenza dell’editoria è stato piantato, non ho dubbi.

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Chi Tace Acconsente

Esiste da tempo una tecnica di diffamazione collaterale, una tecnica di disinformazione, un tempo definita tecnica Pecorelli che attualmente ha preso il nome di tecnica Boffo in “onore”, o forse, più correttamente, a memoria, della campagna mediatica che Vittorio Feltri ha praticato nei confronti dell ex direttore dell’Avvenire.

E’ una modalità che viene usata nei confronti di avversari politici e/o economici con crescente frequenza come è stato fatto, per citare i casi più noti al grande pubblico, nei confronti di Veronica Lario, di Gianfranco Fini.

Non stupisce che ispiratore di questa tecnica sia colui che nel suo trasferimento dalla direzione da Libero a Il Giornale ha portato con sé all’interno della redazione colui che è provato come sia stato precursore di queste tecniche.

E’ una fabbrica del fango che funziona a pieno regime le cui modalità sono state egregiamente illustrate dal direttore della Nuova Ferrara sul quotidiano del 22 agosto scorso. Nel suo articolo Boldrini esemplifica egregiamente come sia facile creare un falso scoop ed ingannare l’opinione pubblica narrando del caso immaginario di Anguilla e Patacca.

Sono testimonianze concrete dell’incivile assetto dell’informazione nel nostro paese rispetto alle quali, come recita il detto, chi tace acconsente.

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