Archivi del giorno: maggio 23, 2010

Giornalismo, Libertà e Signorilità

E’ ormai chiaro a tutti come la qualità e la cultura siano un patrimonio che in Italia appartiene alla destra. Il dominio è evidente, oserei dire addirittura lampante, è ora che la sinistra [i comunisti!] si rassegni ed ammetta la sconfitta anche sotto questo profilo.

Ogni giorno apprendiamo nuovi linguaggi, modalità di espressione avanguardiste vengono quotidianamente sdoganate dal progressismo culturale dei giornali che sono portavoce ed espressione di questa realtà.

Sublime il livello di raffinato acculturamento del quale possiamo godere, grazie anche alla resistenza fatta al partito dei pessimisti, dei veleni e delle menzogne che ha visto trionfare coloro che orgogliosamente possono definirsi non solo difensori ma addirittura promotori della libertà.

Come dicevano gli antichi latini, “nomina sunt consequentia rerum”, infatti un quotidiano si chiama “Libero” ed è ufficialmente organo del partito monarchico, e liberamente realizza promozioni editoriali a colpi moschetto, con fascicoli e cd dedicati al Duce, dimostrando la massima attenzione nei confronti tanto della storia che della libertà.

Libertà di espressione che viene ampliata, ed ovviamente valorizzata, dalla libertà di linguaggio che ogni giorno, come oggi, attraversa nuovi limiti, varca nuove frontiere che valorizzano la qualità del giornalismo espresso e, giustamente, consentono di dare lezioni di signorilità.

Siamo d’accordo, morte ai rompicoglioni, lunga vita ai signori, pardòn al signore che tutto può, l’ innominabile.

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Passaggi & Paesaggi [12]

Esiste una conoscenza che toglie peso e portata a quello che si fa e per la quale tutto è privo di fondamento tranne essa medesima.

Pura al punto di aborrire perfino l’idea di oggetto, traduce quel sapere estremo secondo il quale fare o non fare un atto è la stessa cosa, e a cui si associa una soddisfazione altrettanto estrema: il poter ripetere, a ogni incontro,che nessuno dei gesti da noi compiuti merita la nostra adesione, che niente è avvalorato da  una qualche traccia di sostanza, che la “realtà” è dell’ordine dell’insensato

Una tale conoscenza meriterebbe di essere definita postuma: opera infatti come se chi conoscesse fosse vivo e non vivo, essere e memoria di essere. “E’ già passato” dice costui di tutto ciò che compie, nell’istante stesso dell’atto, che viene così destituito per sempre di presente.

Emil Cioran – L’inconveniente di essere nati

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