Archivi del mese: aprile 2010

Censurabili Richieste

Google ha reso pubblici, visualizzandoli su una mappa interattiva mondiale, i dati relativi al 2009  di richieste di censura ricevute dall’azienda da parte dei governi di tutto il mondo.

L’Italia si colloca al 7° posto tra le nazioni che maggior numero di richieste hanno effettuato. Considerando la penetrazione di internet nel nostro paese non è un dato assolutamente rassicurante.

L’ennesima conferma della censura preventiva e del bavaglio all’informazione che vige attualmente nella nostra nazione, purtroppo.

1 Commento

Archiviato in Scenari Editoriali

Editoria: [In]Appellabili Certezze

Alcune [in]appellabili certezze sul mondo dell’editoria e dintorni.

Presentazione impresentabile del mio intervento del 25 aprile, poiché con gli altri  componenti della sessione abbiamo condiviso l’idea di non proporre slide a persone che immaginiamo già ampiamente provate dalla cinque giorni che abbiamo l’onore [e l’onere] di concludere.

In alternativa si pensa di utilizzare il mai dimenticato metaplan, per tentare di comporre, con il contributo di tutti coloro che saranno presenti, un bilancio dello stato dell’informazione e del giornalismo. per cercare di prevedere, per quanto possibile, le tendenze per il futuro.

4 commenti

Archiviato in Comunicazione, Scenari Editoriali

Avanti c’è Post

Questa settimana dovrebbe essere ricordata per il fiorire di iniziative in ambito editoriale non tradizionale che stanno vedendo la luce.

Il debutto ufficiale di Blognation, aggregatore realizzato con il supporto economico di Telecom, che dopo un periodo di  test e “fasi beta”,  ha finalmente iniziato la propria attività in quella che possiamo immaginare essere la versione definitiva.

La spericolata iniziativa del Post,  che scommette su un modello ibrido di giornalismo online a cavallo tra l’aggregatore e il quotidiano.  “Copia di lusso”, grazie al sostegno di finanziatori, del modello proposto da Giuseppe Granieri, arenatosi nelle sabbie della blogosfera molle italiana che purtroppo, come anche io ho avuto modo di sperimentare nel tempo, è caratterizzata da una elevata distonia tra dichiarato e realizzato.

Paperblog, il cui esordio nella versione italiana di una iniziativa già in essere in Francia risale a ieri, e che mi pare abbia alcune frecce nell’arco sia per l’esperienza pregressa sulla quale può contare, che per i criteri di selezione che vanno ben oltre quelli della semplice aggregazione di blog e notizie rendendolo un vero media partecipativo. Prodotto editoriale che, come dice il nome, dovrebbe anche avere una versione cartacea, un magazine, sul quale verranno [se così sarà] stampati i migliori articoli.

Molti sono stati i commenti di augurio a queste iniziative anche se, ovviamente, non sono mancati scetticismo e critiche.

Personalmente ritengo che gli auguri vadano fatti a noi stessi più che ai responsabili dei prodotti, poichè è da noi, dalla nostra coerenza ed attenzione che queste iniziative di giornalismo digitale potranno ottenere il sostegno per il prosieguo. La storia da questo punto di vista non ci è di conforto. Vedremo.

2 commenti

Archiviato in Comunicazione, Nuovi Prodotti Editoriali, Scenari Editoriali

Caro Amico ti Scrivo

La settimana scorsa ho, abbiamo, ricevuto tre comunicazioni da altrettanti editori.

Condé Nast promuoveva il suo mensile “Traveller”, il gruppo L’Espresso poneva l’accento su “Velvet”, mentre Periodici San Paolo magnificava la nuova “Famiglia Cristiana”.

Sono missive che intristiscono per la piattezza dei contenuti e l’assenza di una qualsivoglia ragionevole argomentazione della proposta. Carta sprecata.

Contengono sostanzialmente, seppur con parole leggermente diverse tra loro, tutte la stessa frase, il rivenditore [l’edicolante] è caro, gentile o, addirittura, egregio, e mirano sempre al medesimo obiettivo: richiedere una esposizione preferenziale della propria pubblicazione.

Comunicare e richiedere attenzione nei propri confronti solo ed esclusivamente nel momento del bisogno è un errore tanto banale quanto eclatante.

“Di tutte le cose che la sapienza procura in vista della vita felice, il bene più grande è l’acquisto dell’amicizia” – Epicuro, Massime Capitali –

1 Commento

Archiviato in Comunicazione, Scenari Editoriali, Vendite Editoria

Cattive Notizie per le Notizie Online

Journalism Org, area di ricerca dello statunitense Pew Research Center dedicata specificatamente all’analisi del giornalismo ed alle sue evoluzioni, pubblica un resoconto di quelli che sono stati i risultati complessivi delle notizie online.

Per finalizzare l’analisi sono stati presi in considerazione ben 4600 siti web di notizie ed informazione.

Come riassume il grafico sottostante, a fronte di una crescita generale dell’audience del 9,25% i ricavi sono diminuiti del 4,6% rispetto all’anno precedente. Il gap, in termini reali, è dunque circa del 14%.

In questa dinamica generale vi è sicuramente l’impatto della negoziazione dei prezzi che in momenti di crisi tende inevitabilmente al ribasso, ma resta una indicazione, alternativamente, o di quanto scarso valore sia attribuito alle notizie on line o delle enormi difficoltà di riuscire ad ottenerne il giusto riconoscimento in termini economici.

Le considerazioni espresse sul futuro della mediasfera sembrano dunque confermate oltre che giustificate. Riflessioni che, se riferite in maniera specifica all’Italia, richiedono ancora maggiore attenzione ai facili entusiasmi.

Non si tratta di negare l’onda che sta arrivando ma di tenere sempre in mente il vecchio proverbio hawaiano.

Lascia un commento

Archiviato in Scenari Editoriali

Passaggi & Paesaggi [10]

L’uso generale del linguaggio consiste nel tradurre i nostri discorsi mentali in discorsi verbali, o la serie dei nostri pensieri in una serie di parole; ciò per ottenere due vantaggi, uno dei quali consiste nel registrare le conseguenze dei nostri pensieri i quali, facili come sono a sfuggire alla memoria e a costringerci così a un nuovo lavoro per richiamarli, possono essere ricordati da quelle parole con le quali noi li indichiamo. Cosicchè il primo uso dei suoni è quello di servire come segni, o come annotazione della memoria.

L’altro vantaggio consiste nel fatto che molti usano le stesse parole, disposte in un certo ordine e connessione, per comunicarsi tra loro ciò che pensano di ciascuna cosa; o i loro desideri, i loro timori e ogni altro sentimento. E’ appunto per questo uso al quale servono che le parole sono chiamate segni.

Usi speciali del linguaggio sono questi.

Il primo è quello di registrare ciò che con la riflessione noi troviamo essere la causa di una data cosa, presente o passata, e ciò che noi vediamo che le cose presenti o passate producono, cioè l’effetto: il che in sostanza è l’acquisto di capacità.

Il secondo uso consiste nel mostrare agli altri la conoscenza che abbiamo conseguita, il che vuol dire consigliarsi ed istruirsi reciprocamente.

Il terzo uso consiste nel fare conoscere agli altri i nostri desideri e i nostri propositi, in modo che possiamo aiutarci reciprocamente.

T. Hobbes – Leviatano

Passaggi & Paesaggi 1

Passaggi & Paesaggi 2

Passaggi & Paesaggi 3

Passaggi & Paesaggi 4

Passaggi & Paesaggi 5

Passaggi & Paesaggi 6

Passaggi & Paesaggi 7

Passaggi & Paesaggi 8

Passaggi & Paesaggi 9

1 Commento

Archiviato in Comunicazione, Passaggi & Paesaggi, Personal

Macroscenario: i Media & Internet

La BBC ha sviluppato un progetto di grande respiro dedicato allo straordinario potere di internet che contempla e illustra il web in ogni sua possibile sfaccettatura.

All’interno ha pubblicato moltissimi dati in forma grafica, tra i quali alcuni fanno specifico riferimento ai media, nel senso tradizionale del termine, che oltre ad essere di altrettanto interesse si prestano ad alcune considerazioni sullo stato attuale dei mezzi di comunicazione nell’oceano di internet.

Il diagramma ad albero sotto riportato fornisce una buona idea di cosa sia attualmente il web, costituito da motori di ricerca, social network, blog, e commerce…etc. Del panorama generale, nel “grande oceano”, i media costituiscono solo una porzione del totale, seppur rilevante. Questo ovviamente influenza ed ha conseguenze importanti sull’ecosistema nel suo insieme, sugli attori e le relazioni che si sviluppano.

L’altro grafico che ho scelto, tra i tanti disponibili, è centrato esclusivamente sui mezzi di comunicazione e ne evidenzia i principali attori. Cliccando sulle immagini avrete accesso alla fonte originale che è corredata di ulteriori dati al passaggio del mouse, quali share e utenti unici per singolo mezzo.

Emerge con chiarezza che la maggioranza dei big player sono brand che nascono dall’ off line, questo credo possa essere una indicazione importante per il comparto. Unica eccezione alla “regola”, non a caso, è rappresentata da Glam che ha basato il suo sviluppo sulle relazioni e sull’economia dei link; anche questa è una indicazione di rilievo non trascurabile.

Sono analisi di scenario che, effettuate a cadenza periodica, aiutano ad avere una visione d’insieme.

1 Commento

Archiviato in Comunicazione, Scenari Editoriali

Journalism in the digital age: trends, tools and technologies

Martin Belham, information architet del Guardian, dalle pagine web del quotidiano anglosassone pubblica un resoconto tanto esaustivo quanto interessante del suo intervento all’Edimburgh International Scienze Festival.

L’articolo parte dalla storia della stampa e della carta per arrivare ai giorni nostri ed all’impatto delle tecnologie sul giornalismo ed ai possibili sviluppi per il futuro.

Vista la completezza del percorso di lettura, pare un interessante contributo indiretto alle tematiche sulle quali sarà centrato il Festtival Internazionale del Giornalismo.

Lascia un commento

Archiviato in Scenari Editoriali

Le 3C dell’Editoria statunitense

Se da un lato un pool dei maggiori editori di riviste costituito da cinque tra i big players del mercato editoriale statunitense investe per magnificare il ruolo e le valenze della carta stampata rispetto al web, dall’altro lato, la Newspapers Association of America rema in direzione opposta.

E’ on air dalla fine di marzo, infatti, una campagna istituzionale che, riprendendo i risultati dello studio condotto da comScore & Nielsen, è centrata sull’importanza dei siti web dei quotidiani.

L’evidente stato di confusione in cui versa l’industria dell’editoria [anche negli USA] è tutta riassunta in questa contraddizione, con messaggi contrapposti inviati a utenti e investitori pubblicitari.

Pare davvero che le 3C proposte da Bardazzi e Gaggi siano ancora al di là dal venire, sostituite, ahimè, attualmente da: Confusione, Contraddizione e Credulità.

Incredibilmente sarebbe tutto riassunto nel pay off dell’annuncio: “Newspaper Media. A destination not a distraction”.

Appunto!

1 Commento

Archiviato in Comunicazione, Scenari Editoriali

Semi per un Corretto Sviluppo del Crowdsourcing [in ambito giornalistico]

Aol a fine 2009 ha lanciato [in versione beta] Aol Seeds, portale di aggregazione dei contenuti realizzati da giornalisti, scrittori e fotografi sia professionisti che amatoriali.

L’idea sembra avere un potenziale interessante a mio parere, e potrebbe rappresentare una base importante di riferimento per chi in futuro volesse sviluppare iniziative simili.

Aol mette a disposizione il proprio network di siti web, attualmente circa un centinaio, dedicati all’informazione ed i fornitori di contenuti ottengono livelli diversi di remunerazione in funzione dell’esclusività concessa. Sul blog dedicato all’iniziativa vengono forniti suggerimenti sugli argomenti da sviluppare ed è stata realizzata un’area di supporto per aiutare gli aderenti al network che merita assolutamente una visita approfondita, a prescindere.

Va segnalato, inoltre, che Aol ha invitato i propri freelancer nei giorni scorsi a rispondere ad un sondaggio teso ad identificare l’impatto di alcune caratteristiche recentemente introdotte.

Business Insider ha pubblicato gli screenshot del questionario focalizzando la propria attenzione sul possibile outsourcing dell’area relativa alla verifica delle fonti [fact checking] mentre in realtà è di gran lunga più interessante l’aspetto relativo alla psicologia dei fornitori di contenuti sia per quanto riguarda l’argomento specifico che, più in generale, relativamente all’ecosistema delle notizie ed alle leve di contribuzione da parte di non professionisti.

Se fino ad oggi il crowdsourcing, anche in ambito giornalistico, di fatto, ha rappresentato prevalentemente un processo di espropriazione sociale dei contenuti espressi, il sorgere di iniziative sperimentali tese all’identificazione dei fattori di motivazione dei contributors ed al loro riconoscimento anche in chiave monetaria, non può che essere accolto favorevolmente.

Speriamo che anche grazie a questo seme germogli la mediasfera che noi tutti da tempo auspichiamo in opposizione a scenari a tinte fosche.

8 commenti

Archiviato in Comunicazione, Scenari Editoriali