Base per Altezza

Gedis è un editore italiano di proprietà dello S.N.A.G. – Confcommercio – uno dei più importanti sindacati dei giornalai italiani.

Secondo quanto viene riportato sul sito web, Gedis ha sviluppato una conoscenza profonda del mercato delle edicole, composto da piccoli imprenditori indipendenti sparsi in tutta Italia, visitati e riforniti settimanalmente dalla rete di distribuzione.

La divisione Gedis Edicola che produce collezionabili in bustina abbinati prevalentemente alle licenze è quella che maggior dinamicità, in termini di numerosità di proposte e capacità di cavalcare la moda del momento, pare dimostrare.

Una delle ultime proposte associa alla possibilità di collezionare minerali e “pietre preziose” elementi di gioco. Rispetto ad altre iniziative non mi pare che il riscontro sia di particolare successo, ma non è questo il punto.

Sono estremamente perplesso rispetto al significato di questa doppia veste che assume uno dei principali sindacati dei giornalai che, da un lato riveste il ruolo di tutelare la categoria e, dall’altro diviene fornitore della stessa.

Il potenziale conflitto d’interessi e la confusione che deriva da questo duplice ruolo traspare nelle dichiarazioni di Armando Abbiati, che non pare brillare per visione strategica rispetto al futuro delle edicole, come testimoniato dalle dichiarazioni rese nell’ultimo editoriale pubblicato sull’ external magazine dello SNAG.

Anche il vantato expertise in termini di conoscenza del settore non sembra avere riscontri oggettivi se si considerano sia i casi più eclatanti che, per restare all’attualità, le realizzazioni cartotecniche degli espositori che ultimamente sono sviluppati sempre più in orizzontale, come testimonia l’immagine sottoriportata.

L’occupazione degli spazi è elemento di fondamentale importanza all’interno di qualsiasi punto vendita, a maggior ragione all’interno delle edicole il cui affollamento è uno dei maggiori problemi da risolvere.

Non sono richieste, a questo livello, competenze straordinarie, bensì la semplice memoria di formule geometriche basiche quali quella per il calcolo della superficie dell’area: bxh.

L’ennesimo segnale di come all’interno del canale edicole sia tutto ancora da fare ed evidenza di come, per restare nelle “formulette”, invertendo i fattori il risultato, ahimè, non cambi essendo, infatti, la base dei giornalai distante dall’altezza dei vertici sindacali.

3 commenti

Archiviato in Distribuzione Editoria, Scenari Editoriali, Vendite Editoria

3 risposte a “Base per Altezza

  1. federico

    Caro compagno io sono come te, vorrei tutto lo spazio dell’edicola dedicato ai giornali seri come Il Manifesto, Liberazione, L’Unità, Il Fatto e il
    mitico nuovo arrivato tra di noi Il Secolo D’Italia. Poi da vero esperto di marketing quale sei dovresti darti da fare per rilanciare Lotta Continua, Il Quotidiano dei Lavoratori e Servire Il Popolo.
    Dai datti da fare e scrivi un po meno e vendi di più
    i nostri quotidiani.

  2. pedroelrey

    Federico,
    Ti segnalo che tra Il Fatto ed il Manifesto intercorre la stessa relazione che tra te e me.
    Ti ricordo che il Secolo d’Italia è di fazione politica esattamente opposta alle altre testate da te citate, confuso?
    Ti prego di verificare che L’Unità ha diffusioni positive e che il quotidiano diretto da Concita De Gregorio non ha, allo stato attuale, bisogno di rilanci.
    Apprezzo la tua conoscenza delle altre testate che citi ma ti segnalo che non vengono vendute in edicola.
    Vorrei dare una mano ad almeno uno dei quotidiani che nomini ma, ahimè, sono molto concentrato sulle vendite del nuovo cd del duo Apicella – Berlusconi che, come certamente saprai, si intitola: “Uno su Mills ce la fa”.
    Ciao.
    Pier Luca

  3. maurizio alderoni

    Gentile Blogger, mi chiamo Maurizio Alderoni e sono uno dei responsabili del CIDIF. Ho trovato il suo blog cliccando un pò sui motori cercando altre cose, e son 2 gg che leggo le tantissime cose interessanti, stupefatto per la elevata qualità degli scritti. Lei ci cita, e la ringrazio, per aver apprezzato il nostro sito web. Noi ci occupiamo di prodotti collezionabili in pratica dalla loro nascita in Italia ( molte delle ns. aziende consorziate sono nate con la Panini nel 1960 ). Ho scritto quindi, sia per farle i complimenti, poi per farmi conoscere ( piucchealtro come Cidif ) e poi per lanciarle uno scoop, se non ne è già al corrente. Come avrà visto il mondo dei gadget ( in flowpack ) collezionabili in edicola si è rivelato in questi anni il business in controtendenza nella editoria, ed è per questo che ci si sono buttati a corpo morto i maggiori editori ( DeAgo, Rcs, presto Hachette ) ed i DN che ancora non erano dentro ( Press-DI ). Proprio quest’ultimo, nel lanciare 2 prodotti affidati loro da Ubisoft (major dei videogames )ha creduto opportuno e utile tagliare il 10% ( !!!! ) di sconto alla filiera ( equamente diviso tra edicolanti e DL ) registrando semplicemente le bustine come bimestrali. e QUESTO è L’ACCORDO NAZIONALE? , se si il Cidif ha fatto bene a restarne fuori sempre, conrtinuando a garantire ai suoi clienti diretti ( i DL ) ed indiretti, quelle precentuali d’uso che sono indispensabili nella gestione dei costi di lavorazione di questo atipico prodotto. Grazie per l’attenzione. Maurizio Alderoni. Cidif. Italia.

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