Archivi del mese: dicembre 2009

Unwilling to pay

Nell’autunno 2009 GfK Custom Research ha effettuato una ricerca sull’utilizzo di internet e, per l’ennesima volta, sulla disponibilità degli utenti a pagare i contenuti dei quotidiani on line. Lo studio è stato effettuato per conto del Wall Street Journal di Murdoch ed ha coinvolto 16.800 individui di 17 nazioni diverse, Italia compresa.

Nella stragrande maggioranza dei casi viene confermato l’orientamento a non pagare, gli intervistati sono disponibili ad accettare la pubblicità a condizione di non dover effettuare alcun esborso per avere accesso alle notizie on line.

Nel nostro paese, come emerge dalla tavola di sintesi dei risultati sottostante, solo il 13% degli intervistati si dichiara disponibile a pagare i contenuti a condizione di non avere alcuna pubblicità.

Risultati in linea complessivamente con le precedenti inchieste sul tema già proposte anche all’interno del Giornalaio. Una conferma indiretta di quanto approssimativo o pour cause fosse lo studio effettuato da BCG; elemento quest’ultimo che potrebbe essere fonte di qualche fuorviante interpretazione al cda di RCS Mediagroup.

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Risorse per il giornalismo investigativo

La Fundaciòn Nuevo Periodismo Iberoamericano [Fondazione per il nuovo giornalismo Sudamericano] sta effettuando in questi giorni un workshop sul giornalismo investigativo nell’era di internet con particolare riferimento a quella che è probabilmente una delle aree che pone maggiori sfide in quest’ambito: l’investigazione del mondo imprenditoriale, la sua [non] trasparenza, le modalità di gestione delle umane risorse, il rispetto delle normative ambientali….etc. Temi che evidentemente si scontrano, da un lato, con la difficoltà di reperire informazioni e, dall’altro, con il potere delle imprese in qualità di investitori pubblicitari.

Le giornate di lavoro, che si concluderanno domani, vedono la partecipazione di 16 giornalisti provenienti dai diversi paesi latinoamericani che racconteranno le loro esperienze sul campo. Ogni partecipante dovrà sviluppare nei 4 giorni di corso un progetto relativo ad una azienda o un settore economico specifico.

A supporto della pregevole iniziativa è stato aperto un blog che raccoglie molti dei materiali e delle presentazioni del workshop. Sono state, inoltre, rese disponibili diverse risorse specifiche di supporto all’investigazione del mondo imprenditoriale e della contrattualistica.

Se avete problemi con l’idioma e non volete affidarvi ai traduttori on line bussate e vi sarà aperto.

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e Readers: una guida [inutile] all’acquisto

Se, come il sottoscritto, frequentate i “socialcosi” avrete certamente notato come l’entusiasmo per gli e reader, Kindle in primis, sia alle stelle.

Per questo, augurandomi di essere in tempo utile, ho pensato di proporre una guida ai modelli con schermo di maggior dimensioni di questo dispositivo che immagino sarà nella lista dei regali di molti internauti.

La tabella sottostante sintetizza i principali modelli disponibili attualmente sul mercato ed il dettaglio delle loro caratteristiche; cliccando sull’immagine avrete accesso ad informazioni in grado di soddisfare ogni vostra curiosità al riguardo.

Vale sicuramente la pena di considerare che, da un lato, come per tutti i dispositivi di elettronica di consumo, i prezzi sono destinati a calare e, dall’altro lato, che è sempre più evidente la propensione degli editori di quotidiani ad orientarsi verso gli smartphones [log in con account Facebook]. Una volta tanto, anche per quanto riguarda l’Italia, i motivi di questo orientamento sono documentati.

Se fate parte della schiera di persone che proprio non riesce ad astenersi dal comprare o regalare questo dispositivo non dite che non siete stati avvisati.

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Esempi Di Convergenza Editoriale – Filtr

Dal mese di ottobre in poi il magazine domenicale di quello che si definisce el periodico global en español [il quotidiano globale in spagnolo] offre ai propri lettori la possibilità di realizzare le copertine del settimanale con foto e titoli personalizzati.

Cliccando sull’immagine potrete, se d’interesse, proseguire la lettura.

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I dieci mali del giornalismo

Il Rapporto annuale sul Giornalismo rilasciato, nella sua edizione per il 2009, dall’ Asociación de la Prensa de Madrid riassume in 10 punti gli attuali problemi del giornalismo:

  • Perdita di audience
  • Perdita di ricavi
  • Perdita di posti di lavoro
  • Perdita di diritti sul lavoro
  • Perdita di qualità
  • Perdita di indipendenza
  • Perdita di credibilità
  • Perdita di influenza
  • Perdita di riferimenti
  • Perdita di futuro

Constatazioni a tinte fosche su temi che sono stati evidenziati più volte anche all’interno di questi spazi e che ruotano fondamentalmente intorno al problema di come riuscire a riportare giornalismo e giornali verso chi li legge invece di centrarli sulle esigenze di terzi.

Indicazioni ed esempi sono concretamente disponibili è la disponibilità a raccoglierli che appare tutt’ora estremamente limitata, purtroppo.

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Muckraking Berlusconi

Come segnalato, su Facebook si è scatenata, con la rapidità consueta del web, una corsa [insensata?] a manifestare sostegno o sdegno nei confronti dell’aggressore del nostro Presidente del Consiglio.  Al momento della redazione di questo articolo si contano oltre 377mila  sostenitori di Silvio Berlusconi [Update: nei commenti Fassbinder, gentilmente, mi segnala che il gruppo pro mr.B è un fake, effettivamente  sembravano numeri eccessivamente elevati] contro i fans di Tartaglia che sono circa 38mila.

Ovviamente anche su Twitter e su FriendFeed è stato un fiorire di segnalazioni e di accesi dibattiti sul tema e sui collaterali allo stesso.

Interessante, dal mio punto di vista, verificare su Muck Rack – aggregatore di cinquettii di professional del mondo dei media – le reazioni e le segnalazioni fatte dai professionisti, dai giornalisti, sul tema che, va detto, sono prevalente di stampo umoristico.

Una per tutte quella effettuata dall‘editore di MotherJones che si chiede se a dare un colpo in faccia Berlusconi sia stata la moglie; segno evidente di quale sia l’immagine complessiva all’estero relativamente alle vicende che coinvolgono Mr.B. ed il nostro paese.

Ah, dovendo esprimere un commento sulla vicenda, al di la’ di ogni considerazione, credo che valga la pena di riflettere sull’efficacia dell’apparato di sicurezza; se invece di una statuetta si fosse trattato di una arma da fuoco adesso staremmo preparando le esequie di una alta carica dello stato.

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Quotidiani Generalisti e Segmentazione di Marketing

Per qualunque marketer – dal neolaureato alla prima esperienza al più rampante e “scafato” professional – il principio della segmentazione è uno dei “tools”, degli strumenti, di base di lavoro.

Con la fine concettuale dei mercati di massa indifferenziati si è passati a livelli di raffinamento nella pratica di marketing che partendo dal presidio delle nicchie è arrivata alla micronicchie ed addirittura alla “cosa lunga”.

L’idea che, ad oggi, esistano tutt’ora dei quotidiani che vengono comunemente definiti generalisti è di per se stessa obsoleta. Il termine la dice lunga, a mio avviso, su quale sia lo stato dell’arte complessivo dell’editoria, poiché, in generale, indica esattamente l’idea che possa esserci un prodotto [il quotidiano] adatto a tutti con tutte le notizie; concetto che non trovando applicazione praticamente in nessun altro mercato è sorprendente che sia sopravvissuto in ambito editoriale dove, sin ora, il massimo dell’intervento strategico effettuato è stato in termini di settimanalizzazione dei quotidiani.

Un possibile spunto ad operare, almeno in termini di comunicazione, in una direzione diversa viene da una delle campagne on air in questo momento dal quotidiano spagnolo El Pais che si rivolge in maniera specifica ad un gruppo selezionato di potenziali utenti, coloro che hanno un abbonamento ai canali satellitari a pagamento.  A questo gruppo di persone viene, dunque, fatta una offerta specificatamente diretta a loro con un vantaggio chiaro e coerente.

Il quotidiano di Madrid continua a dare lezioni di marketing e di stile, poiché in ogni offerta di abbonamento viene data la possibilità di ritirare il giornale nelle edicole contrariamente a quanto avviene nel nostro paese [eccezion fatta per IlSole24Ore]. Speriamo che ci sia chi ha voglia di imparare.

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Murdoch è Marxista

Le argomentazioni di Murdoch di difesa dei contenuti prodotti dalle redazioni dei giornali del gruppo di cui è a capo sono di stampo classicamente marxista.

Infatti quando, a difesa delle sue tesi sulla necessità di far pagare le notizie on line, afferma che costa denaro produrre qualcosa [le notizie] e che quindi ha un valore, riprende una delle argomentazioni poste da Karl Marx nel Capitale:

“Il valore di scambio delle merci è equivalente alla quantità di lavoro necessario per trasformare i materiali di base in prodotti”.

Ah, De Benedetti anche.

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La reputazione on line dei quotidiani italiani

Italia Oggi ha commissionato ad Act Value l’analisi della distribuzione dei commenti positivi e negativi on line per cinque quotidiani della nostra nazione.

Utilizzando uno strumento messo a punto dalla società di consulenza, sono stati monitorati i commenti degli internauti relativamente a “Il Fatto”, “Il Giornale”, “Libero”, “L’Unità” e “La Repubblica”. Al momento dello scandaglio di blog e social networks “il Fatto” non era ancora approdato in edicola ma era presente solo sul web con “L’Antefatto”.

Dall’analisi effettuata sul sentiment dei navigatori, “Il Giornale” è il quotidiano che maggiori critiche raccoglie su internet, mentre “Il Fatto” è quello che ottiene maggiori consensi. La tendenza degli “opposti estremismi”, peraltro, sta attualmente premiando entrambe le testate che, secondo le prime anticipazioni sulle diffusioni dei quotidiani a novembre, hanno tendenze più che positive.

Se Facebook possa o meno essere ritenuto lo specchio della rete è opinabile, quel che appare certo è che i gruppi di sostenitori e detrattori presenti sul celeberrimo social network confermano complessivamente la tendenza generale seppur con accenti meno spiccati. Il popolo di Facebook sicuramente ama meno “Libero” ed il suo direttore rispetto alla media degli internauti.

Visti i risultati al di là di ogni aspettativa registrati dal quotidiano diretto da Antonio Padellaro si comprende con facilità quale sia la concretezza ed il valore della reputazione on line; come dicevano i latini fama nihil est celerius [nulla è più rapido dei “rumors”].

Sotto questo profilo, resta la curiosità di sapere lo scoring assegnato da Act Value al quotidiano che ha commissionato la ricerca che purtroppo non sono stati resi noti.

Anche su You Tube “Il Fatto” è il quotidiano che riscuote maggiori consensi con commenti positivi alla maggioranza dei video pubblicati dalla testata in questione che ottengono anche un ampio numero di visualizzazioni [oltre 38mila].

Complessivamente, nonostante lo “strapotere” di Travaglio & Co, la testata che ha un maggior equilibrio è “L’Unità” di Concita De Gregorio che raccoglie commenti positivi e negativi praticamente in egual misura ottenendo così indirettamente il riconoscimento di un buon equilibrio nella linea editoriale basato anche sulla scelta di non dare al “gossip politico” gli spazi che molti altri quotidiani hanno invece concesso.

Difficile entrare in maggior dettaglio per mancanza purtroppo di dati approfonditi.

Se dopo le recenti analisi sulle dinamiche ed il valore del passaparola favorito dai quotidiani ci si [pre]occupa anche della reputazione on line credo si stia finalmente procedendo nella giusta direzione.

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Aggregazioni Editoriali & [speranza di] Soluzioni

Ieri, nel giorno di apertura della conferenza di Copenhagen, il più grande vertice sul clima della storia con 15mila partecipanti in rappresentanza di 192 nazioni alla, ennesima, ricerca di un accordo per ridurre le emissioni dei gas serra, 56 quotidiani di 45 stati, con una azione senza precedenti, hanno pubblicato un editoriale comune.

Il Guardian, oltre ad essere uno dei quotidiani in questione, pubblica le diverse versioni prodotte dalle singole testate sul tema comune. Difficile non notare come “La Repubblica”, unico quotidiano italiano tra i 56, dedichi nella versione cartacea uno spazio davvero misero rispetto agli altri, ed eviti in quella on line di inserire i link alle altre testate come invece è il caso di altri quotidiani aderenti all’iniziativa.

“Se non ci uniamo per intraprendere delle azioni decisive, il cambiamento climatico devasterà il nostro pianeta e con esso la nostra prosperità e la nostra sicurezza. I pericoli sono diventati sempre più manifesti nel corso dell’ultima generazione”

Il testo finale , del quale viene sopra riportato l’inizio, è il risultato di un lavoro di mediazione durato mesi per accordare visioni nazionali e politiche distinte tra loro che, al di là della bontà simbolica dell’iniziativa editoriale, purtroppo lascia perplessi sulle reali possibilità di un risultato positivo della conferenza sul clima. Se, infatti, è stato lungo e faticoso il lavoro svolto dalle diverse testate per giungere ad un accordo, sarà ancor più difficile, direi estremamente improbabile, che ci riesca una tale moltitudine di delegati riuniti a Copenhagen per 14 giorni.

Incrociamo le dita.

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