Marketing editoriale: buoni e cattivi esempi

A partire da oggi la Newspaper Marketing Agency lancia una campagna pubblicitaria, articolata su sei soggetti, che sarà presente sui maggiori quotidiani della Gran Bretagna per [ri]affermare il valore dei giornali come veicolo pubblicitario e vincere le attuali ristrettezze del mercato e degli investitori.

Dopo che pochi giorni fa è stato reso noto il sorpasso di internet oltremanica in termini di investimenti pubblicitari, l’ associazione che riunisce gli editori dei principali quotidiani passa dunque al contrattacco segnalando quelli che sono tutti i punti di forza e le motivazioni d’investimento sui giornali.

Newspapers UK Advertising

Mi pare questo un ulteriore segnale positivo di vitalità e di prontezza di risposta da parte dell’editoria anglosassone che credo ultimamente stia dando lezioni di marketing degne di questo nome, anche, in ambito editoriale.

Per una [s]fortunata coincidenza, allo stesso tempo, si viene a conoscenza dei sistemi utilizzati da parte di uno dei maggiori quotidiani del nostro paese per aumentare le diffusioni: lasciare le copie del giornale nelle portinerie degli stabili. Sono sistemi che quando, inevitabilmente, svelati non qualificano certamente in maniera positiva il prodotto editoriale né agli occhi dell’utente né a quelli degli investitori. Ovviamente anche i giornalai prendono nota.

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