Archivi del giorno: ottobre 7, 2009

Sobillare alla lettura

Il vizio di leggere è un piacere irrefrenabile e inestinguibile che impedisce a chi lo prova di trattenersi davanti alla tentazione di qualunque testo scritto

Gli Italiani con più di 14 anni che nel 2009 hanno comprato un libro sono soltanto il 45% di quest’ampia parte della popolazione, quelli che ne hanno letto uno costituiscono il 56%, quelli che affermano che potrebbero fare tranquillamente a meno di leggere libri sono il 34%. Non va meglio per i quotidiani, comprati da poco meno di una persona su dieci e per l’informazione giornalistica online, i cui siti sono frequentati da un Italiano su quindici, qualsiasi tipo di diffusione considerata.

In compenso siamo un paese che abbonda di fiere del libro, letture in pubblico e distribuzione di quotidiani nelle scuole, negli alberghi e nei condomini, tutte operazioni promozionali dal bassissimo ritorno in lettori.

Ci sono però ancora irriducibili lettura-dipendenti, che riescono a trovare le più impensabili occasioni e i modi più insoliti per abbandonarsi al vizio di leggere, veri e propri superstiti di un paese, che avverte l’obbligo di fare a meno di libri e giornali e guardare solo la televisione, pressappoco come accadeva nel libro e nel film predittivo «Fahrenheit 451». Nell’opera di Ray Bradbury o di François Truffaut, Vittorio Sermonti potrebbe essere il ribelle Granger, che incitava il gruppo dei fuorilegge, scampati nella foresta vicino a Londra, a disobbedire al divieto di conservare e diffondere l’abitudine della lettura.

Sermonti ha appena pubblicato «Il vizio di leggere», Rizzoli, Milano, 2009, una raccolta di 160 brani degli autori, che ha più amato, delle etichette, avvertenze e norme di sicurezza, che più lo hanno impressionato. Ci sono, in una galleria personale, Faulkner e Saffo, Auden e Melville, Pound e Fellini, le etichette dei liquori, i foglietti illustrativi dei farmaci, le lunghezze minime dei pesci, ammesse in un mercato, l’Almanacco illustrato del calcio, le figurine Panini: una pratica viziosa, vecchia di settant’anni, trasformata in una lettura insolita e affascinante.

Il libro è nato da una rubrica preparata per la radio e ha radici all’epoca del ginnasio.

«Quell’adolescente, che divorava con ingordigia animalesca i romanzi di Salgari (“pusher della mia bibliodipendenza”) e decantava a voce alta i drammi shakespeariani chiuso nella sua stanza, non ha mai smesso di coltivare la perversa inclinazione a perdersi tra le pagine dei libri. E offre oggi ad altri viziosi un campionario (“una tombola col trucco”) delle parole degli autori più amati».

Sermonti ha accumulato brani e frasi memorabili per indurre al vizio, alla virtù e all’arte del leggere, che rende più complicata, ma anche più bella la vita. «Finchè il fatto non sarà perseguibile a termini di legge», promette che si consentirà lo «spregevole lusso di sobillare il suo prossimo alla lettura».

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[Estratto da IrioSpark – notizie, commenti e riflessioni sull’attualità manageriale ]

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