Media mix

L’aggiornamento mensile rilasciato da Nielsen Media Research relativamente agli investimenti pubblicitari per mezzo non lascia adito a dubbi. Nei primi sette mesi del 2009 sono stati “bruciati” complessivamente circa un miliardo di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Periodici, free press ed affissioni sono i mezzi in maggior sofferenza. Internet continua a crescere seppur a tassi decisamente ridotti rispetto agli anni precedenti.

Sono dati e tendenze risapute agli addetti ai lavori. Quel che mi sembra di maggior interesse è verificare il media mix degli investimenti pubblicitari, sia per stabilire eventuali spostamenti di rilievo nella quota per mezzo che per confrontarlo con quello recentemente pubblicato da eMarketer relativamente alla situazione d’oltreoceano.

Raccolta Pubblicitaria 2009

In Italia, la televisione accresce la propria incidenza passando [consentitemi gli arrotondamenti] dal 50,8% dell’ anno scorso al 52,4% del 2009, l’unico altro mezzo che vede crescere il proprio peso è il web che quest’anno si attesta al 6,8%; gli altri, a complemento, ovviamente si ridimensionano ed è proprio la stampa a vedere la maggior debacle passando dal 30,3% al 27,4%.

Come illustra la tavola sottostante, la situazione negli USA è decisamente diversa. Internet ha un peso quasi doppio rispetto al nostro paese mentre la televisione si assesta complessivamente intorno al 30% lasciando spazio e rilevanza agli altri media. Le differenze rispetto alla realtà nostrana sono dunque davvero significative, non solo dal punto di vista delle dimensioni ma anche , come abbiamo visto in sintesi, delle dinamiche.

Media mix USA

Quando si analizzano le situazioni del nostro paese molto spesso [forse troppo spesso] ci si riferisce alla realtà d’oltreoceano.

La specificazione non è mai ovvia ed è, anzi, doverosa sia per quanto riguarda l’editoria che altri settori/mercati. Sono considerazioni emerse, anche, da quanto riportato da LSDI recentemente, relativamente alla ricerca che “ha tenuto banco” nei giorni scorsi, che ricorda come sussistano profonde differenze tra la realtà della Gran Bretagna e quella Statunitense all’interno dello stesso mondo anglosassone; figuriamoci con la nostra.

Se la mappa non è il territorio, utilizzare per giunta quella errata non può che condurre fuori strada.

Lascia un commento

Archiviato in Comunicazione, Scenari Editoriali

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...