Archivi del giorno: settembre 25, 2009

Negroponte e la convergenza editoriale

Nicholas Negroponte, il docente al Mit poi divenuto famoso come uno dei massimi guru della New Economy, elaborò quel principio che dal suo nome è stato poi definito del Negroponte switch: il “Commutatore di Negroponte”. Era la prima delle due “leggi” formulate nel volume Essere digitali, e prevedeva: “Ciò che si distribuisce oggi per via aerea si farà in futuro per filo, e viceversa”. Andava assieme a una Seconda Legge: “La società andrà sempre più abbandonando il sostrato materiale su cui si basa l’economia, e gli atomi saranno sostituiti dai bit”. Conseguenza della Prima Legge: il telefonino al posto del telefono; la tv via cavo al posto di quella via etere. Conseguenza della Seconda Legge: i bit immateriali su cui trasmettere un giornale in rete, piuttosto che gli atomi pesanti su cui è stampata la carta del giornale tradizionale.

Anche in campo automobilistico, il superamento della crisi va nel passaggio dal motore tradizionale a quello ibrido: soluzione per favorire la quale Obama ha favorito l’avvicinamento tra lo know-how di Fiat e Chrysler. Mentre nel giornalismo, la risposta ai problemi del modello tradizionale di sola carta stampata non è tanto nel passare al solo Internet, ma nella sempre maggior articolazione dei contenuti e dei media. Un giornale non più uno ma bino, trino e, se possibile, quattrino; e che faccia quattrini.

L’estratto soprarriferito dei passaggi, a mio parere, salienti di un articolo redatto relativamente di recente da Maurizio Stefanini, sintetizza ottimamente, da un lato, quanto sostenevo e, dall’altro, le indicazioni che emergono dalla diffusione [sta quasi diventando “una saga”] di un’altra parte della ricerca di cui, tra gli altri, stiamo parlando ormai da tre giorni in questi spazi.

Secondo quanto reso noto oggi, infatti, abbinando il pagamento delle notizie on line all’abbonamento della versione cartacea di un quotidiano la percentuale che si dichiarano interessati, e dunque disponibili a pagare, sale dal 5% al 48% come illustrato dal grafico di sintesi sotto riportato.

Convergenza editoriale

Evidenze e segnali sul processo di convergenza editoriale erano già stati raccolti con riferimento al caso del Seattle Post Intelligencer che sembrava dimostrare come web e carta non fossero alternativi bensì complementari. Ipotesi che l’indagine pubblicata dal Guardian avvalla e conferma.

La convergenza tra media è un processo difficile ma necessario che comporta, come tutti i processi innovativi, rischi ed errori ma sembra davvero l’unica perseguibile allo stato attuale. Rimosse le illusioni di baristi e muratori diviene necessario, evidentemente, dare seguito ed operatività al processo.

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The maximum amount [and the most probable conclusion?]

Il Guardian continua, giorno dopo giorno, a diffondere i risultati della ricerca, svolta da Harris Interactive & Paid Content, sull’ atteggiamento e la propensione alla spesa da parte degli utenti, dei lettori, relativamente alle notizie on line.

Stabilito che circa il 5% dei lettori sono disponibili concettualmente al pagamento delle notizie on line e che i micropagamenti sono un’opzione assolutamente trascurabile, le evidenze diffuse ieri riguardano un a questione altrettanto cruciale: quanto sarebbero disposti a pagare – eventualmente – gli utenti all’anno per l’abbonamento alle notizie on line di un quotidiano?

La risposta tendenziale è, anche in questo caso, inequivocabile:

  • Per l’abbonamento annuale 10 Uk Pounds [circa 11 €] sono la cifra orientativa indicata

  • 25 penny [circa 0,30 €] è la disponibilità giornaliera indicata

  • Da un minimo di 1 penny ad un massimo di 2 é, infine, quando indicato dal campione intervistato per il singolo articolo.

Il valore riconosciuto si aggira dunque intorno al 6% di quanto paga/pagherebbe in un anno il normale lettore dell’edizione cartacea. Ricordandosi che, comunque, gli stessi hanno affermato con chiarezza che fondamentalmente non vogliono pagare.

annual subscrition fee news on line

I dati grezzi dai quali sono state estratte le elaborazioni riportate sono disponibili, se d’interesse, QUI.

Anche in questo caso, sembra che abbia avuto – perlomeno – fortuna con la cifra indicata quale disponibilità giornaliera nella simulazione effettuata, a titolo esemplificativo, tempo fa rispetto ad un quotidiano italiano.

Incrociando i dati emergenti dalla ricerca con le specifiche caratteristiche del mercato italiano, sia in termini di penetrazione di internet che di analisi delle dinamiche più recenti, parrebbe possibile concludere dunque che il ruolo dell’on line sia decisamente marginale in termini di redditività oltre che attuale anche potenziale.

Ad oggi il ruolo di internet nel nostro paese appare estremamente rilevante in termini di aggregazione e diffusione di contenuti e di assoluta importanza per la costruzione di relazioni che però trovano una loro dimensione economica quasi esclusivamente off line. Questo è evidentemente ancor più vero per gruppi di utenti, individui, “evoluti” quali sono senza dubbio anche i lettori di quotidiani nel suo insieme.

Il futuro dei giornali, sotto il profilo commerciale, passa e continuerà a passare inequivocabilmente per l’attuale rete di distribuzione [le edicole] è un dato di fatto.

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