Quotidiani e Passaparola

The Guardian ha rilasciato ieri i risultati di una ricerca relativamente al passaparola ed alle sue dinamiche nonché, ovviamente, al ruolo giocato dal quotidiano e dall’ Observer rispetto al tema analizzato.

Che il passaparola [word of mouth] sia il più importante veicolo di influenza è risaputo da tempo, molto meno certe sono le dinamiche che lo alimentano e favoriscono che tutte le imprese ambirebbero di conoscere con maggior certezza per poterlo utilizzare ai propri fini.

Al di là dei risultati specifici emergenti mi pare di assoluto interesse rilevare il cambio culturale da parte di un quotidiano, di un editore tradizionale, che presuppone già solo l’aver effettuato una ricerca di questo tipo.

Non si incaricano studi legali di preservare la “verginità” [o quel che ne rimane], non si tenta di erigere fragili muri né di costituire ambiti tanto asociali quanto irreali, bensì al contrario si comprende e si valorizza finalmente l’individuo e le sue interazioni in una visione strategica d’insieme finalmente degna di questo nome.

Nella mia personale chiave di lettura è possibile affermare che siano stati definiti nuovi standard per il futuro dei giornali.

Guardian WOM

A margine, mi pare interessante segnalare/rilevare sia il concetto relativo ai “collegamenti deboli” [weak ties] che quello di status bargain – che mi ha ricordato molto FF – emergenti dalla sintesi dei risultati della ricerca.

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