L’intervista

Nel tempo le interviste si sono dapprima dequalificate e successivamente appiattite divenendo la rappresentazione fattuale più evidente del servilismo al potente intervistato da parte del giornalista di turno.

Quando questo non avviene, quando vengono poste domande scomode o “inopportune” l’intervistato accusa l’intervistatore, abbandona l’intervista o la conferenza stampa e, spesso, minaccia [non mantenendo di solito successivamente] la querela.

L’intervista è dunque diventata un mezzo, facile, per promuovere l’immagine di se stessi e della propria organizzazione sia politica che privata, la cui distinzione peraltro appare oggi ahimè sempre più labile.

In questo pare essersi specializzato, inaugurando forse un filone inedito, il “quotidiano economico – giuridico e politico” Italia Oggi.

Nella rubrica quotidiana “Un professionista al giorno”, il precitato giornale, che si caratterizza per il giallo – nero, propone un’intervista romanzata di un personaggio [o sedicente tale] dell’economia e degli affari italiani in generale.

Oltre a magnificare ed amplificare immancabilmente sia le doti professionali che quelle umane dell’intervistato, la gabbia grafica della pagina in questione prevede come schema fisso l’equivalente di due colonne con “i preferiti” dell’intervistato. Gli oggetti sono quasi sempre libri, viaggi, film e motori; l’unica variante è dipendente dal sesso dell’intervistato che se uomo è un orologio, mentre se donna scarpe o borse, restiamo sempre comunque nell’ambito dei complementi – accessori dell’abbigliamento. Immagini dei prodotti e marchi “di prestigio”, in linea con il target dei lettori del quotidiano, sono sempre ben visibili.

Parrebbe insomma che si riesca finalmente a prendere i classici due piccioni con una fava promuovendo sia il personaggio di turno che prodotti e marchi. Una trovata davvero ammirevole che rappresenta indubbiamente un colpo di genio dell’ufficio marketing del quotidiano in questione al quale vanno i miei complimenti.

Questa è vera innovazione dalla quale altri dovrebbero trarre spunto ed insegnamento, non è, infatti, di tutti i giorni l’introduzione del product placement nel cartaceo e la contemporaneità nel promozionare brillantemente nello stesso spazio, ottimizzando risorse e costi, il personaggio – e la sua organizzazione, eh! – del giorno. Chapeau!

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Mi resta solo un’ultima curiosità, gli introiti derivanti dalla rubrica come verranno messi a bilancio? Si tratta infatti di ricavi dalla vendita di spazi pubblicitari o dalla vendita di contenuti editoriali a terzi?

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