Archivi del giorno: luglio 6, 2009

Public Trust In The News: A constructivist study of the social life of the news

Il Reuters Institute for the Study of Journalism [branca del Dipartimento di Politica e Relazioni Internazionali dell’Università di Oxford] a metà giugno ha rilasciato i risultati di una ricerca che mi appare di assoluto interesse.

“Public Trust In The News: A constructivist study of the social life of the news” si concentra, come il titolo lascia intuire, sulla fiducia del pubblico relativamente alle notizie diffuse.

La fiducia è un asset [un cespite*] fondamentale dal quale l’intera società oggi dipende come forse non mai. Attraverso le storie raccontate i media inquadrano e definiscono un senso condiviso del mondo sia locale che generale. Lo studio, con la tecnica dei focus group, ha investigato quest’area di importanza capitale chiedendo al pubblico cosa si aspettasse dalle notizie ed ai giornalisti cosa si attendessero dai lettori.

Invece di chiedere alle persone quale fosse il loro livello di fiducia nelle notizie ed ai giornalisti quanto pensassero di meritarla, come se la fiducia fosse un termine ben definito, la ricerca è partita da una diversa prospettiva. Cosa sono le notizie? Cosa i lettori vogliono/hanno bisogno di conoscere? In questo modo, spostando il focus dalla fiducia in termini di accettazione a quello delle attese, relativamente alle aspettative di come il pubblico pensa di dovere essere servito, si è resa possibile l’elaborazione di una base comune e condivisa. L’approccio utilizzato è stato quello di facilitare [#] una definizione di fiducia da parte dei partecipanti e non di imporne una definita dai ricercatori sulla quale investigare. Questo rende i risultati dello studio ancor più interessanti a mio avviso.

Il rapporto nella prima parte si focalizza sulla questione fondamentale della natura della conoscenza pubblica e del ruolo e del fine delle notizie in quest’area. Vi sono poi tre sezioni dedicate ai risultati emergenti dalla ricerca ed alle risposte ottenute dai diversi gruppi di giornalisti, editori e blogger, e la parte conclusiva nella quale sono offerte alcune proposte dei ricercatori per il miglioramento del rapporto tra il pubblico ed i newsmakers attualmente in evidente crisi.

Le circa 50 pagine del rapporto sono assolutamente da stampare e leggere con attenzione e non posso che limitarmi ad alcuni spunti in questi spazi.

Il primo paradossale risultato che emerge con chiarezza è come i maistream media falliscano miseramente nello spiegare le notizie, anche le più basiche. Al riguardo viene citato come moltissimi lettori non fossero al corrente del fatto che Barack Obama e Hillary Clinton fossero dello stesso partito.

I mass media lasciano il pubblico incerto e disarmato relativamente a cosa credere, internet aiuta i lettori ad approfondire e dunque a comprendere le notizie. “We were struck by the confidence that people expressed in the internet generally and Google specifically as the most trusted resource of explanation and analysis,”

E’ evidente che laddove non vi sia comprensione non possa esservi adesione. Il ruolo dei media si è nel tempo distorto. Affidare ad internet l’approfondimento e la comprensione delle notizie è la vera condanna a morte per i quotidiani ed è su questo aspetto che è necessario lavorare invece di affondare in derive velleitarie, come del resto emergeva chiaramente già nei commenti riportati pochi giorni fa.

Ennesimo paradosso emergente è relativo a come il gruppo di giornalisti intervistati sia complessivamente più propenso dei lettori a ritenere che molte delle notizie pubblicate siano false o falsamente riportate.

Il gruppo dei giornalisti è fortemente critico nei confronti dei blogger ritenendo che i blog riportino solo notizie di seconda mano.

Il livello di fiducia dei lettori nei media crolla quando i giornalisti pubblicano notizie sui gruppi sociali, aree e modalità che evidentemente non comprendono.

speak the truth

Il capitolo conclusivo “ A mission to connect” riassume già nel titolo le indicazioni di fondo dei ricercatori, eccole testualmente in tutta la loro essenza:

The mission to connect for contemporary journalist involves four principal: between contextual back stories and current events; between citizens and institutional processes of policy making; between citizen and the confusing mass of on line as weel as off line information sources; and between communities and communities. These are not entirely new tasks, but all entail recogniction tath both the media ecology and democratic citizenship itself are being reconfigured in ways that reshape the terms of communication

Molto interessanti e tutte da leggere, infine le verbalizzazioni raccolte ed evidenziate all’interno del rapporto che è anche ricchissimo di segnalazioni e annotazioni di documenti e link per chi volesse ulteriormente approfondire.

Le indicazioni sono chiare. E’ ora di mettersi al lavoro seriamente considerando le issue dei pubblici di riferimento ed accantonando chimere ed illusioni tecnologiche. Il problema è il messaggio non il mezzo, stampiamocelo bene in mente.

* Relativamente al termine cespite ho [ri]trovato una slide che vi proporrò ben presto.

# Il concetto di facilitazione è perno fondamentale anche in ambito formativo.

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