Archivi del mese: maggio 2009

Il futuro del giornalismo on line è freemium?

Quotidianamente si arricchisce il dibattito sul futuro dei giornali ed ovviamente sulle possibilità di valorizzazione delle notizie on line.

C’è chi goliardicamente si burla del processo in corso, chi sconsiglia di intraprendere il giornalismo come professione e chi semplicemente augura buona fortuna, come il grafico sottostante sintetizza.

good luck journalism

Un’ottima sintesi ed una adeguata bibliografia/sitografia su quest’argomento sono stati recentissimamente resi disponibili da una brillante e solerte studentessa di giornalismo che ha pubblicato un suo essay sul tema specifico.

Il futuro del giornalismo è da anteporre concettualmente al futuro dei giornali ma non può prescindere tout court dagli aspetti economici poiché evidentemente si tratta sia della corretta remunerazione del lavoro svolto che della giusta valorizzazione dello stesso.

Per quanto riguarda le notizie on line e l’abitudine consolidata a fruirne gratuitamente mi sembra di assoluto interesse e credo possa essere un concetto sul quale lavorare l’idea di “freemium”, neologismo nato dalla fusione dei termini free e premium che evidentemente sottintende come vi possa essere una compensazione per idee, concetti e lavoro premium – di qualità – già funzionante in altri settori/segmenti e che parrebbe possibile applicare anche al giornalismo.

Da [ex]sedicente esperto di marketing la domanda quindi non può che essere: c’è un mercato/nicchie di mercato per il giornalismo freemium?

Update: Spunti sul tema vengono proprio oggi forniti anche da Gaspar Torriero & da Carlo De Benedetti [via]

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Comunicazione sul punto vendita

Poichè dalla nascita di Marta ad oggi si susseguono dimostrazioni di interesse e richieste di informazioni sullo stato di crescita della bimba da parte di una fetta consistente dei clienti delle persone in negozio, fedeli alla linea tracciata, abbiamo [ho] deciso di affiggere sulla porta di ingresso del negozio il sottostante manifesto in formato A3.

A voi:

Piango finché mi pare…..

Piango finché mi pare e piango più che posso.

Piango perchè non so parlare.

Piango per solidarietà con i miei amici.

Piango come piangono i bambini in tutto il mondo.

Piango così qualcuno prima o poi verrà.

Piango perchè non so cosa fare.

Piango perchè sono stufa di guardare il soffitto bianco.

Piango perchè ho fatto tanta cacca.

Piango perchè ho caldo, perchè ho freddo, perchè sto bene ma non voglio darvi la soddisfazione.

Piango non so perchè, ditemelo voi se lo sapete, oppure chiedetelo al pediatra che lui ha studiato.

Piango perchè per ora è la cosa che so fare meglio.

Piango perchè così creo un gran bel putiferio.

Piango perchè anche voi alla mia età piangevate.

Non ricordo più perchè ho iniziato a piangere, ma prima un motivo sono sicura che c’era.

Ovviamente piango perchè ho fame e non arrivo ancora alla maniglia del frigo.

Dopo il pasto piango perchè ho mangiato troppo e ho l’aria nella pancia.

Piangere però non fa male, non si muore di pianto, anzi se non piangessi morirei.

Quando piango sono sicura che vi ricordate di me e che state male per me.

In realtà io non piango mai per niente, quando piango è perchè voglio qualcosa e alla mia età desideri e bisogni corrispondono sempre.

Perciò non preoccupatevi troppo e sforzatevi invece di capire di cosa ho bisogno così ci mettiamo tutti calmi e tranquilli.

E fra poco si ricomincia…………….

Marta

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Pacchettizzato

La linea definita recentemente dallo “squalo”, come noto, sancirebbe la fine dei contenuti gratuiti per le edizioni on line dei quotidiani.

Il primo pensiero in tal senso corre ai micropagamenti ed addirittura a spacchettare [dio mio che termine rivoltante] i contenuti dei quotidiani rendendo fruibili a pagamento i singoli articoli.

Personalmente, come credo sia emerso tra le righe di quanto sin ora proposto, non credo assolutamente all’ipotesi dei micropagamenti a partire dal valore unitario della transazione che rende futile per ciascun soggetto coinvolto il valore della stessa a meno di realizzare volumi di vendita assolutamente irrealistici da qui ai prossimi cinque anni almeno.

Una stima del valore della transazione viene effettuata proprio all’interno degli spazi di uno dei quotidiani on line che entro l’anno in corso dovrebbe passare, appunto, a pagamento: “How much would you pay to read this page? At about 2,000 of the 50,000 or so words in the printed version of the Financial Times, it should in theory be worth about 4 per cent of the newspaper’s cover price – 10 US cents, 17½ euro cents or 8p”.

Financial Times Payments

Valore Micropagamenti Quotidiani

I micropagamenti sono l’ennesimo, comprensibile ma non condivisibile, sbandamento di un comparto in cerca di una ridefinizione del proprio modello di business. Come è stato sottolineato da più parti c’è la sensazione che molti stiano sperimentando o intendano farlo, strade di ritorno al passato, senza avere il coraggio di credere pienamente nel futuro.

It is not the strongest of the species that survive, nor the most intelligent, but the one most responsive to change”. — Charles Darwin

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Trasformare un problema in opportunità

Le edicole traboccano di ogni tipo e genere di marocchinerie contrabbandate per pubblicazioni editoriali e gli editori incerti tra kindle one & kindle two continuano [nessuno escluso] a proporre collezionabili di ogni genere e sorta.

Tutto questo genera per il canale edicole difficoltà gestionali, logistiche e, soprattutto, ne svilisce l’immagine; il più grave degli effetti collaterali.

E’ in questo panorama che arriva in edicola “FinderGuida agli allegati, il tuo motore di ricerca per l’edicola”. 64 pagine al prezzo di copertina di 1 € interamente dedicate alla recensione e catalogazione dei collezionabili suddivisi in 4 categorie principali: video, audio, computer e curiosità.

E’ ovviamente in quest’ultima categoria che troviamo il meglio con, tra gli altri, il corso in fascicoli edito dalla De Agostini per diventare un’ esperto di meteo.

Insomma chi pubblica questa rivista [chiamarli editori sarebbe davvero irrispettoso per quelli veri] ha applicato il manuale ed ha trasformato un problema in un’opportunità rivolgendosi sia ai lettori che agli editori per veicolare la propria proposta

Occhio

Solo un’ultima nota in conclusione, sfogliando la rivista ci si rende conto che mancano all’appello molte “pubblicazioni” che arrivano in edicola e che renderebbero il numero di pagine di Finder ancora più corposo che infatti in chiusura – minacciosamente – dando appuntamento al mese/numero prossimo conclude: “Un altro mese, sempre nuovi consigli. Mentre le edicole si preparano alla grande invasione estiva……………” . Già, avevo rimosso quel che succede con i collezionabili tra luglio ed agosto, sigh!

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Focus sulla comunicazione al trade

Il canale edicole, forse più di altri canali di vendita maggiormente “evoluti”, è pieno di casi di cattiva [in termini di qualità] comunicazione. Alcune esemplificazioni sono già state citate in questi spazi ed ahimè sono certo che altri seguiranno.

Quando dunque si riescono a reperire casi positivi è un piacere poterne parlare, anche, nella speranza che possano essere presi ad esempio da altri comparti marketing – laddove esistenti, obviously – per le loro future proposte.

E’ il caso della comunicazione che arriva diretta sia al giornalaio che all’esposizione sul punto vendita realizzata da Focus in tutte le sue varianti di proposta.

Ignoro se vi sia sempre la stessa mano o se l’opera sia da parte di più di un product manager ma in ogni caso, in un panorama desolante, spicca per qualità complessiva.

Positiva è’ l’idea di fornire una sintesi degli argomenti che la rivista tratta affinché l’edicolante non appaia smarrito dinnanzi ad eventuali richieste del cliente.

Intelligente è la possibilità di utilizzare la [stessa] locandina nel formato preferito – o più consono alle caratteristiche del punto vendita – scegliendo tra poster classico [circa 70 X 30] ed il mezzo poster; spero di essermi spiegato.

Dimostrazione di cura ed attenzione è l’impiego dei materiali con carta di adeguata grammatura, patinata e ben stampata.

Tra i diversi tipi di Focus [“Classico”, “D&R”, “Storia”, “Brain Trainer”, “Junior”……etc] a mio avviso la migliore comunicazione realizzata è quella che viene proposta a supporto di “Focus Brain Trainer” dove ad ogni uscita si gioca con gli << esercizi per l’edicolante >> fornendo in realtà tre argomentazioni a supporto di una buona esposizione del prodotto.

Il tono giocoso e la modalità intrigante sono coinvolgenti e positivi come spero emerga dall’immagine sottostante dell’ultima ricevuta – lezione 24 -.

Al riguardo un solo disappunto, il dispiacere di non aver mai ricevuto la rivista  in questione in 18 mesi di attività, un’occhiata l’avrei data volentieri viste le premesse.

Focus brain trainer

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ANIMAls

E’ arrivata in edicola questa settimana una nuova pubblicazione, edita dalla Coniglio Editore, il cui titolo, ANIMAls [si, scritto proprio così], abbinato all’immagine in copertina, lascia inizialmente titubanti sulla natura ed i contenuti proposti dalla rivista. Anche il sottotitolo “Fumetti, storie, la vita e nient’altro” aiuta poco a chiarire quali possano essere i contenuti del nuovo mensile.

Quando finalmente si legge il sommario si inizia ad apprezzare l’idea e la struttura che è stata creata per questo periodico.

L’idea, a mio avviso di assoluto interesse, è che la scrittura di sole parole non sia nemica di quella illustrata ed infatti si alternano racconti, articoli e fumetti.

L’approccio inizialmente può essere apparentemente difficile ma una volta intrapresa la lettura si viene coinvolti ed affascinati dal cambiamento travolgente che caratterizza la strutturazione della rivista e difficilmente ci si stacca grazie, anche, appunto all’alternanza tra letture e fumetti.

Da segnalare, infine, la creazione di un blog ad hoc dedicato alla rivista e la presenza tra gli autori/collaboratori della rivista di Antonio Sofi con la rubrica – anch’essa tutta da leggere – “Avatar Mundi”.

Fra tutte le porcherie che inondano quotidianamente l’ edicola finalmente una pubblicazione degna di questo nome alla quale auguro tutto il successo che si merita.

Animals

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The Washington Post is on Friendfeed

The Washington Post, primo tra tutti i quotidiani al mondo per quanto mi risulti, da circa 12 ore ha attivato un proprio canale di comunicazione su Friendfeed.

Si introduce così un ulteriore elemento nel senso della notizia.

Click on image for further details.

Update: Grazie alla segnalazione di Giuseppe Granieri si apprende che erano già approdati su FF due quotidiani italiani ed uno anglosassone.

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