Allocazione delle risorse & stratificazione della clientela

Si riceve circa un paio di giorni or sono l’ennesimo espositore in conto deposito di pupazzetti con soggetti riconducibili al mondo animale. Il cartone che lo conteneva non stava nelle casse di consegna per le sue notevoli dimensioni ed ancora una volta con rassegnazione, dopo aver terminato di sistemare giornali e periodici del giorno, apro il contenitore pronto a mettermi le mani nei pochi capelli residui.

Sorpresa. L’espositore è ben fatto e contiene una quantità di prodotto da esporre adeguata [6 pz].

Non so se si possa apprezzare dall’immagine sottostante ma la soluzione scelta è di buona fattura cartotecnica con inserti facilmente applicabili in plastica e perfino di facile montaggio. Ottimo.

Ad onor del vero è circa un paio di anni che non realizzo di queste cose e quindi le mie quotazioni non saranno certamente aggiornate, ma ad ordine di grandezza anche tenendo conto di quantità significative – diciamo 20mila pz – sarà costato imballo e grafica inclusi non meno di 4,50 €. Stiamo parlando dunque di un investimento complessivo di 90/100mila euro. Si tratta ovviamente di un’ ipotesi di lavoro.

Expo puppies

Questo episodio, che nella massima sintesi possibile ho cercato di narrare, mi ha fatto riflettere su due aspetti che credo possano essere di rilevanza per il comparto editoriale e lo sviluppo del suo attuale e futuro canale di vendita.

In primis c’è, ancora una volta, una carenza di comunicazione. Se, infatti, esaurissi la prima carica di prodotto ricevuto come riceverò il successivo rifornimento? Sfuso o ancora una volta in un altro espositore? Attualmente ho/abbiamo il solo codice di prodotto con espositore, per eventuali riordini usando quello dovrei riceverne uno identico. Lo spreco di risorse sarebbe dunque significativo.

Dopo un lavoro complessivamente ben realizzato inserire un foglio nel cartone di imballo con due parole ed una spiegazione in più avrebbe fatto la differenza rispetto al valore complessivo dell’operazione. Come sempre si dice è l’attenzione al dettaglio che fa la differenza, a volte, come in questo caso, basta davvero poco per razionalizzare e creare valore aggiunto.

Sempre in tema di spreco di risorse, viste le dimensioni dell’espositore sono pressoché certo che molte edicole tradizionali – parliamo dei “classici chioschi” – non potranno anche volendo esporre quanto ricevuto e perciò il prodotto resterà inevitabilmente accantonato in qualche angolo/cassa vuota sino al giorno della resa.

Sono riuscito faticosamente a reperire un censimento delle edicole [grazie] ma apparentemente non sembra che né gli editori né i distributori abbiano effettuato un’indagine qualitativa sulla rete stratificando i punti vendita al fine sia di meglio convogliare i loro sforzi e le loro risorse che con lo stravagante obiettivo di fornire un miglior servizio agli stessi.

Come abbiamo già avuto modo di esemplificare vi è assenza totale di qualunque elemento basico di trade marketing in questo canale. Presto tenteremo di porvi rimedio fornendo alcuni suggerimenti ad hoc che ci auguriamo di poter integrare con contributi ed azioni altrui per poter apportare propositività al dibattito.

Prima di ritagliare giornali e redazioni siamo certi che gli ambiti di intervento e razionalizzazione siano molteplici. Lavoriamoci sopra.

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