Archivi del mese: marzo 2009

La forma e la sostanza

Sempre attraverso la medesima modalità, in data 10 Marzo, riceviamo l’ennesima comunicazione dal SINAGI.

Oggetto: Convocazione Assemblea.

Non posso astenermi riprenderne alcuni passaggi:

Ricordiamo ai rivenditori informatizzati l’invito a partecipare all’assemblea che si terrà il 19 Marzo [oggi per voi che leggete] alle ore 16 presso l’Hotel XZQN§ che servirà ad illustrarci da un collega di Bologna un sistema di informatizzazione diverso da quello che usiamo a Ferrara e che si chiama <<INFORIV>>. Importante è capire quale dei due sia più consono alle esigenze dei giornalai: e chi meglio di Voi può fare un raffronto e dare un giudizio in merito? […………] Naturalmente nessuna decisione verrà presa in assemblea, ma ci servirà per discutere ed in un secondo momento decidere cosa fare. Facciamo un caldo invito ad essere presenti, specialmente chi è già informatizzato“.

Il Segretario Prov.

XXXX

L’italiano è talmente sgrammaticato che diviene quasi incomprensibile in alcuni passaggi, superando la celebre macchietta nella quale Antonio De Curtis detta una lettera a Peppino De Filippo.

La sostanza è ahimè ancor più preoccupante. Veniamo convocati ad una riunione che – come esplicitato – non porta ad alcuna decisione e durante la quale invece di poter fruire della consulenza e dell’assistenza del sindacato relativamente ad un software già diffuso in altre aree, sono i giornalai a doversi recare fisicamente in un luogo per fare consulenza al sindacato.

Siamo evidentemente di fronte a soggetti che ignorano assolutamente sia il termine che il significato di proattività e che, altrettanto, disconoscono modalità più razionali ed efficaci di raccogliere informazioni.

Invece del master per edicolanti suggerito parrebbe prioritario un corso di alfabetizzazione per stranieri.

Essere rappresentato nel rapporto con editori e distributori da costoro mi preoccupa non poco sia nella forma che nella sostanza.

Update: Il caso vuole che proprio stamane – sempre in accompagnamento alla bolla delo distributore – riceva la mia tessera 2009 del SINAGI: 30€ ………addebitati nell’estratto conto sempre del distributore. Fantastico!

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A Briglia sciolta

Nell’edizione appena ricevuta di “Nuove dall’ Edicola” – bimestrale del SINAGI – viene dato ampio spazio ad un intervista a Roberto Briglia.

Briglia, per chi non lo sapesse, è il direttore generale della divisione periodici della Mondadori, ramo aziendale che da solo vale ben il 43% della Arnoldo Mondadori Editore.

L’intervista è incentrata fondamentalmente su due aspetti: il riassetto organizzativo interno e lo sviluppo strategico futuro in termini di prodotti.

Vale la pena, credo, di riprenderne i punti salienti.

Le dichiarazioni del DG della Mondadori, infatti, la dicono lunga sul percorso che buona parte dell’editoria ha effettuato “[….]in Italia come in nessuna altra parte del mondo c’è stato il fenomeno dei collaterali che negli ultimi anni ha portato in alto i profitti. Un fenomeno……….che ha avuto come effetto secondario di spostare l’attenzione di direttori e manager dal prodotto ad altro. Dobbiamo agire subito e riportare al centro l’attenzione alla qualità dei giornali.[…….] bisogna reinvestire, e molto, sui brand chiave. Il marketing deve tornare a valorizzare l’identità e la capacità attrattiva delle testate, non la vendita dei collaterali……..

Pare dunque che nell’ultimo quinquennio i bilanci degli editori si siano sorretti fondamentalmente sugli inserti a pagamento che se, da un lato, hanno contribuito a mantenere la redditività di breve, dall’altro, li hanno progressivamente distolti dal core business.

Per diverso tempo in passato a firma delle mail che inviavo apponevo una frase a me cara che credo sintetizzi ottimamente quanto avvenuto: “La strategia senza tattica è la via più lunga alla vittoria, la tattica senza strategia è il rumore che precede la sconfitta” – Sun Tzu <<L’arte della guerra>> III° A.C. –

I risultati dell’illusione dei collaterali [il cui valore attuale è il 50% di quello del 2006] e della carenza generale di visione strategica dell’editoria italiana, sono evidenti, solamente accelerati dalla crisi generale e dalla diffusione, anche nel nostro paese, di nuovi media.

Sulle necessità di cambiamento siamo tutti d’accordo, si tratta di stabilire rapidamente il come, sia in termini di qualità dei contenuti, che di politiche distributive di canale.

Riprendendo il titolo dell’articolo dal quale abbiamo ripreso alcuni estratti “Se non ora quando?”. Non potremmo essere più d’accordo.

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The [bad] state of the news

“Papà, papà è lontana l’America? Zitto e nuota figliuolo”.

Credo che la realtà americana sia molto, forse troppo, diversa dalla nostra e che trasporre senza i dovuti distinguo e cautele, come spesso avviene, i dati possa essere fuorviante.

Sono 180mila le parole utilizzate per descrivere la crisi profonda dei media e del giornalismo d’oltreoceano.

Il qualificato commento di Raffaele Mastrolonardo sintetizza i risultati dello stato dell’informazione statunitense per i più pigri o meno interessati e guida i più attenti alla lettura completa di “The state of the news media 2008“.

Cliccate pure sull’immagine per proseguire il percorso di lettura se d’interesse.

state of the news

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Ritagli giornalieri

Riceviamo nella bolla di consegna di ieri la seguente comunicazione: ” Da oggi, a causa delle scarse vendite, l’editore de Il Giorno ha deciso di non distribuire più il quotidiano nelle provincie di Ferrara e di Rovigo

Una mossa che sicuramente si poteva immaginare ben prima vista la forza in quest’area de “Il Resto del Carlino” che appartiene allo stesso gruppo del quotidiano in questione, probabilmente una razionalizzazione opportuna, certamente un segno dei tempi.

ritaglio-giornale

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Stampatevelo bene in mente

La crisi dei media tradizionali, con particolare riferimento ai quotidiani, e la progressiva sostituzione della carta stampata in favore di internet o di altri supporti elettronici è uno dei temi di attualità al centro dell’attenzione.

Google fornisce 11.700.000 risultati in soli 0,06 secondi su questo argomento.

Credo possa essere opportuno cercare di mettere ordine nella confusione che l’eccesso di voci ed informazioni rischia potenzialmente di generare riguardo a questo tema.

Focalizzerò, da buon giornalaio, la mia attenzione e l’ambito di discussione sulla carta stampata.

Ritengo che gli aspetti da tenere in considerazione per tentare di ordinare le idee e poter guardare con maggior lucidità al futuro verta essenzialmente su tre aspetti:

  • Contenuti e modalità di relazione con i pubblici di riferimento
  • Tempo, in termini di disponibilità ed utilizzo dello stesso
  • Comunicazione pubblicitaria, modelli e crisi degli stessi

A questi tre temi sarebbe necessario integrare, per completezza, un’analisi dei modelli di business dell’editoria italiana in termini di capacità manageriale e gestionale delle imprese e della filiera distributiva.

Parliamo oggi del primo di questi tre aspetti cercando di costruire una base di confronto e dialogo che consenta di affrontare a breve anche le altre due tematiche proposte.

Di assoluto ausilio e supporto relativamente a questo aspetto sono, da un lato, i dati pubblicati nel recente Rapporto sull’industria dei quotidiani in Italia 2008 e, dall’altro, lo studio effettuato in Francia relativamente al vissuto nei confronti della stampa da parte dei lettori transalpini.

Nel capitolo del Rapporto sull’industria dei quotidiani in Italia 2008 dedicato [la terminologia utilizzata è già sinonimo di alcune delle problematiche da risolvere] al “Mercato dei Lettori” si evidenzia come le similitudini nella diffusione dei quotidiani in Italia e Francia siano significative con un numero di copie ogni mille abitanti pressoché analogo nelle due nazioni.

Stante la generalizzazione della crisi editoriale che è internazionale e le precitate similitudini tra i due stati sopraindicati, non credo sia un azzardo tentare dei parallelismi partendo dai dati d’oltralpe che sono davvero dettagliati e d’interesse.

Nella ricerca si evidenziano, a mio avviso, con chiarezza sia quali siano le problematiche in essere nel rapporto con i pubblici di riferimento, che gli spazi di miglioramento e recupero in termini di contenuti.

In primis, l’aspetto più noto ed evidente, richiamato nella tavola di sintesi sottostante, la stampa ed i periodici restano il media più facile da trasportare e piacevole da maneggiare. Nonostante l’apparente ovvietà non trascurerei assolutamente, in termini di emozione, la piacevolezza del maneggiare la stampa.

Le funzioni esclusive della stampa” – Funzioni che nessun altro media assolve: [cliccando sull’immagine riuscirete a visualizzarla meglio]

Funzioni Esclusive della Stampa - Fonte MCR&R

Funzioni Esclusive della Stampa - Fonte MCR&R

Si evidenzia, inoltre, come solo una parte assolutamente minoritaria [il 5%] ritenga che tutta l’informazione scritta diverrà gratuita, mentre ben l’89% del campione intervistato ritiene che la gratuità riguarderà solo determinati contenuti; possiamo ipotizzare i meno qualificati ed interessanti.

Questo aspetto è confermato dalla disponibilità da parte del 60% dei rispondenti a pagare un prezzo maggiore per l’acquisto della stampa se supportato da adeguate motivazioni.

Parrebbe dunque che l’ambito di confronto non debba essere relativo a paragoni con altri media e modalità di comunicazione bensì al valore aggiunto che i quotidiani e la stampa sono e saranno in grado di creare.

Alla domanda crescente relativamente alla fascinosa ipotesi dei micropagamenti , personalmente non ho dubbi relativamente alla più concreta necessità ed opportunità di esplorare nuovi orizzonti.

Indicazioni sufficientemente concrete per poterci lavorare sopra vengono dal capitolo 3.3 della ricerca transalpina relativo all’evoluzione della stampa a livello di cittadinanza, giornalismo, accessibilità e formati.

In sintesi, per i dettagli vi rimando ovviamente alla lettura completa della ricerca, gli aspetti di criticità e, dunque, sui quali riflettere e collavorare [non è un errore di battitura, remember?] sono:

  • Circa un terzo dei rispondenti è frenato nella lettura della stampa poiché ritiene che i giornalisti siano poco indipendenti e professionali.
  • Quasi il 50% del campione ritiene che la stampa deve ridare stimoli all’acquisto attraverso un migliore ascolto dei propri lettori/pubblici di riferimento.
  • Il 56% pensa che la stampa sia governata e, dunque, risponda agli azionisti di riferimento, mentre il 46% crede alla forte influenza degli inserzionisti pubblicitari.
  • Nel 66% dei casi un quotidiano o un periodico perdono di credibilità se di proprietà di un gruppo privato proprietario di altre attività nel settore dei media.
  • Oltre due terzi degli individui sono convinti che i media perdano libertà d’espressione poiché fortemente influenzati dagli inserzionisti e per la stragrande maggioranza dei casi si ritiene che la stampa si lasci andare con troppa facilità alle “sirene del marketing”.

Approfondiremo nell’immediato futuro gli altri due aspetti che influenzano il futuro della carta stampata e spero di potermi affidare, ancora una volta, ai vostri feedback e contributi per tutti gli opportuni approfondimenti del caso.

Nondimeno credo che oltre ad affidarsi a benedetti ritagli – anche nelle redazioni – sia assolutamente opportuno concentrarsi davvero sul giornale di domani salvando sia le notizie [i contenuti di qualità] che i giornali.

Affrontare con una visione olistica la metamorfosi dell’informazione quotidiana non è un optional ma un must. Noi modesti edicolanti saremo forse rimasti all’idea di salvare la capra e il cavolo ma ci contiamo davvero.

Update: Ovviamente non sono il solo che cerca di spostare l’asse del ragionamento.

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Micromarketing dell’edicola – 1st Round

Non so se sia la definizione più corretta ma non mi sarei mai azzardato ad usurpare il prefisso mini al legittimo proprietario.

Fatta questa, doverosa, breve premessa, entriamo nello specifico del tema di oggi.

Il micromarketing dell’edicolante.

Dopo aver tentativamente mappato le aree di business dell’edicola, vediamo cosa oggettivamente può fare il titolare di un’ edicola.

Una delle citazioni che più spesso mi capita di utilizzare recita: “se non sai dove sei, non sai dove stai andando“.

1st round, dunque, misurazione.

Uno dei primi parametri, a mio avviso, di utilità è relativo alla misurazione del parco clienti e del numero di accessi giornalieri all’esercizio commerciale.

Sin dall’inizio dell’attività [nel tempo pubblicherò alcuni esempi di quanto realizzato] ho preso l’abitudine di consegnare a tutti i miei clienti uno scritto, fosse un aforisma, una poesia, un pensiero o, perchè no, un recall sui prodotti/servizi offerti.

In questo modo ritengo di aver assolto ad almeno due obiettivi:

  • Costruire una relazione, anche tramite questa modalità.
  • Misurare, appunto, nel tempo [avendolo fatto ripetutamente] il numero di clienti/accessi al punto vendita. Trecento fogli – ad esempio – consegnati equivalgono a trecento accessi, semplice no?

Spero di aver fornito uno stimolo positivo ad altri miei colleghi e, forse, anche a chi ha altre attività commerciali.

In attesa di approfondire nei prossimi “round” relativi al micromarketing dell’ edicola, conto sul vostro graditissimo feedback.

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Pets a pezz

Nel tentativo di effettuare una mappatura del marketing dell’edicola le figurine sono state posizionate idealmente nell’area bassa della mappa poiché il rapporto tra quantità e varietà ricevute di figurine e cards e la richiesta effettiva di questa tipologia di prodotti è davvero sbilanciato. Se volete farvi un’ idea di che cosa si stia parlando il sito web del Consorzio Imprese Diffusione Figurine [CIDIF] è un buon punto di partenza.

Orientativamente è possibile affermare che, fatto 100 il numero e la varietà ricevuta, il sell out corrisponde circa a 10/15. In questa generalizzazione ovviamente esistono i due estremi opposti:da un lato alcune collezioni di successo con buona rotazione e riordini oltre la prima fornitura [i “mitici” Calciatori Panini per tutte] dall’altro cadaveri che giacciono – occupando spazio prezioso – per mesi sugli scaffali.

Emblematico in tal senso è il numero di figurine e cards dedicate ad animaletti di vario genere e tipo.

A seguito del relativo successo dei “cuccioli cerca amici” sono state lanciate una miriade di varianti sul tema; si va da ” i cucciolosi” a “cubolotti love puppies” passando per il più sfacciato – in termini di similitudine dell’originale – “amici cucciolotti“seguiti, ad adbundatiam, da”the dog”, “amici dog’s collection” e “teneri cuccioli”.

I followers dell’iniziativa della Giochi Preziosi giacciono invenduti e impolverati, in alcuni casi, da mesi in attesa che finalmente possa rispedirli al mittente.

Nei rari momenti di pausa lavorativa osservo gli ingombranti display box [di realizzazione cartotecnica approssimativa ad essere generoso] contenenti queste meravigliose iniziative editoriali inviatemi d’ufficio senza possibilità alcuna di respingerli da parte mia e rifletto sul futuro che attende gli edicolanti.

pets a pezz

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Femminili al Top

Arriva in edicola un nuovo settimanale femminile, Top.

Il settimanale è edito dalla medesima casa editrice di “Vero” ed ha lo stesso prezzo di copertina.

Della prima uscita al sottoscritto ne sono state inviate 10 copie, come sempre, d’ufficio in conto deposito.

Nella stessa settimana del lancio di questo settimanale, “Chi” esce abbinato con “Flair” e “Sorrisi & Canzoni TV” al consueto prezzo di copertina [2€ contro i 6,5€ della somma dei tre periodici] confermando, se necessario, quale sia l’andamento anche di questo segmento dell’editoria nostrana.

L’editoriale di apertura di Riccardo Signoretti dice tutto: “…………..se mi state leggendo vuol dire che avete scelto in edicola questa nuova testata, che debutta in un momento difficile per il mercato editoriale, con molte testate storiche in affanno. Un pò per colpa dei tempi che cambiano e magari di internet che sottrae tempo alla lettura dei giornali…………….”. Infatti delle 10 copie ricevute solo una è stata venduta in questa edicola.

Mai nome fu scelto con maggiore accuratezza e sagacia, un’iniziativa editoriale davvero al top sia per contenuti che ancor più per timing. Complimenti direttore.

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Buona la prima

Che si tratti dell’ultima raccolta di dvd di Alira Kurosawa o del corso per imparare a disegnare in sole 260 puntate e tutte le altre varianti sul tema tutti gli editori indiscriminatamente propongono la prima uscita a prezzi al pubblico che variano da 0,50 a 2,00 €.

Solitamente alla prima uscita l’edicolante riceve un numero straordinario di copie che successivamente, nella mia esperienza, dalla seconda uscita si riduce di circa l’80%.

L’ingenuo o, come nel mio caso, il novizio si chiede perchè mai gli editori sostengano costi di lancio esorbitanti con prezzi al pubblico ridicoli per ottenerne redemption che agli occhi [e per le tasche] dell’edicolante sono ridicole.

Il cavallo di troia e la relativa spiegazione alle effettive motivazioni e relative dinamiche potrebbe chiamarsi coupon d’abbonamento.

Di fatto gli editori sfruttano l’edicola come piattaforma per raccogliere vendite a loro esclusivo beneficio attraverso gli abbonamenti che propongono con scontistiche che vanno ben oltre quegli che sono gli aggi [qs. il termine che viene comunemente usato] concessi al giornalaio.

Questo fenomeno è ormai talmente diffuso e noto che è stato introdotto sulla base dell’ Accordo Nazionale, a parziale compensazione per l’edicolante, l’ ART. 8 – Remunerazione per l’attività di vendita: “Il primo numero delle pubblicazioni di nuova uscita e le enciclopedie esclusivamente alfabetiche e composte di soli fascicoli cartacei destinate ad essere rilegate in volumi, nonché le relative copertine e raccoglitori, sono soggetti ad uno sconto supplementare del 5% sulla base del prezzo defiscalizzato di cessione al pubblico”, che normalmente parrebbe non essere riconosciuto.

Spero di aver fornito una prima risposta al recente contributo di Luigi ; a breve proverò ad esaminare il ruolo ed il significato di questa dinamica per ciascuno degli attori della filiera.

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Sampling con Gioia

Nel mese di Febbraio durante le aperture del turno domenicale sono state consegnate in abbinamento gratuito con “Il Resto del Carlino” un numero di copie pari al quotidiano emiliano del noto settimanale femminile “Gioia“.

Mi sembra opportuno fornire qualche numero per dare una dimensione, anche se orientativa, all’operazione.

Ogni domenica ho ricevuto 150 quotidiani ed, appunto, altrettante copie del precitato settimanale che ho pazientemente sballato ed inserito in ciascuno dei giornali per omaggiarla ai clienti.

Dall’inizio del mese di Marzo, terminata l’operazione promozionale, ho ricominciato a ricevere la rivista nella “versione normale” di vendita. Il numero di riviste ricevute dal sottoscritto è pari a 2 [si, due, lo ripeto anche in lettere a scanso di equivoci] copie.

La redemption dell’operazione promozionale nelle prime due settimane successive è del 1,3% per un valore facciale complessivo di 2,40 euro.

Sono modalità e risultati di cross promotion che davvero mi riempiono di Gioia.

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