Archivi del giorno: marzo 31, 2009

Maniaci del tesserino

E’ di stamattina la notizia della denuncia per abuso della professione del conduttore del telegiornale di TeleJato, emittente del palermitano decisamente fuori dal coro per le battaglie sostenute.

Secondo quanto riportato, la procura di Palermo avrebbe denunciato Pino Maniaci che “con più condotte poste in essere in tempi diversi ed in esecuzione del medesimo disegno criminoso” avrebbe svolto l’attività di giornalista pur essendo sprovvisto dell’abilitazione.

A denunciarlo pare sarebbe stato un collega, maniaco del tesserino.

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siamo tutti pino maniaci

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Ritagli solari

Dopo la recente revisione di formato di Nova24 è ora la volta dei dorsi regionali allegati il mercoledì al più autorevole quotidiano economico nazionale.

Dal 1° di aprile infatti anche questi inserti passeranno al formato tabloid. L’editoriale di Luca Orlando al riguardo ha passaggi condivisibili ed offre spunti di riflessione interessanti, in particolare quando afferma: “Il cambiamento ha più di una controindicazione, genera ansia, è meno comodo della continuità, quasi sempre è però necessario per restare competitivi e rispondere alle esigenze dei clienti“. Peccato però che poi si ritorni al tema della maneggevolezza e della praticità per argomentare il cambio di formato.

Certo, quando si lavora sotto padrone [che sia una persona o degli azionisti] si ha sempre dei piccoli – grandi bavagli con i quali si è costretti a mediare; personalmente però mi sarei aspettato, ed avrei gradito di gran lunga, l’ammissione della necessità di contenere i costi magari argomentandone i benefici in termini di maggior disponibilità per inchieste ed articoli di ancor maggior qualità. Penso che la maggioranza di lettori avrebbe compreso ed apprezzato di più che non la solita ben costruita mezza bugia.

Che la realtà sia distinta da come Orlando abbia [pour cause] cercato di rappresentarla è evidente anche dal concomitante taglio del quotidiano free press che fa capo sempre a “Il Sole24 Ore” che proprio dal 1° aprile chiude definitivamente i battenti per la scarsa raccolta pubblicitaria dal lancio ad oggi.

I lettori [ed ancor più un pubblico evoluto quale quello del quotidiano in questione] sanno distinguere l’informazione dalla disinformazione anche nelle sue sfaccettature più morbide. Avere il coraggio e la responsabilità di parlare con chiarezza, senza farsi prendere dal panico o peggio, rappresenta assolutamente una delle sfide da vincere affinché i giornali possano davvero avere un futuro. E’ necessario che editori e giornalisti se lo stampino bene in mente.

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