A Briglia sciolta

Nell’edizione appena ricevuta di “Nuove dall’ Edicola” – bimestrale del SINAGI – viene dato ampio spazio ad un intervista a Roberto Briglia.

Briglia, per chi non lo sapesse, è il direttore generale della divisione periodici della Mondadori, ramo aziendale che da solo vale ben il 43% della Arnoldo Mondadori Editore.

L’intervista è incentrata fondamentalmente su due aspetti: il riassetto organizzativo interno e lo sviluppo strategico futuro in termini di prodotti.

Vale la pena, credo, di riprenderne i punti salienti.

Le dichiarazioni del DG della Mondadori, infatti, la dicono lunga sul percorso che buona parte dell’editoria ha effettuato “[….]in Italia come in nessuna altra parte del mondo c’è stato il fenomeno dei collaterali che negli ultimi anni ha portato in alto i profitti. Un fenomeno……….che ha avuto come effetto secondario di spostare l’attenzione di direttori e manager dal prodotto ad altro. Dobbiamo agire subito e riportare al centro l’attenzione alla qualità dei giornali.[…….] bisogna reinvestire, e molto, sui brand chiave. Il marketing deve tornare a valorizzare l’identità e la capacità attrattiva delle testate, non la vendita dei collaterali……..

Pare dunque che nell’ultimo quinquennio i bilanci degli editori si siano sorretti fondamentalmente sugli inserti a pagamento che se, da un lato, hanno contribuito a mantenere la redditività di breve, dall’altro, li hanno progressivamente distolti dal core business.

Per diverso tempo in passato a firma delle mail che inviavo apponevo una frase a me cara che credo sintetizzi ottimamente quanto avvenuto: “La strategia senza tattica è la via più lunga alla vittoria, la tattica senza strategia è il rumore che precede la sconfitta” – Sun Tzu <<L’arte della guerra>> III° A.C. –

I risultati dell’illusione dei collaterali [il cui valore attuale è il 50% di quello del 2006] e della carenza generale di visione strategica dell’editoria italiana, sono evidenti, solamente accelerati dalla crisi generale e dalla diffusione, anche nel nostro paese, di nuovi media.

Sulle necessità di cambiamento siamo tutti d’accordo, si tratta di stabilire rapidamente il come, sia in termini di qualità dei contenuti, che di politiche distributive di canale.

Riprendendo il titolo dell’articolo dal quale abbiamo ripreso alcuni estratti “Se non ora quando?”. Non potremmo essere più d’accordo.

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