Il futuro dei media

L’abbondanza spinge il lettore a non considerare più le news degne di essere pagate” avverte Bruce Sterling, continuando “E’ in atto un processo che ridefinisce il modello economico delle forme di distribuzione dell’informazione, del rapporto con la notizia.”

Questa l’estrema sintesi dell’intervista pubblicata meno di due settimane fa su “Alias” supplemento settimanale de “Il Manifesto”[il sito del giornale rifatto recentissimamente merita una visita].

Sterling già nel recente passato aveva proposto la redazione ideale di un libro dal titolo autoesplicativo, “The handbook of dead media”, facendo un pubblico appello relativamente alla morte dei media ricordando quanto molti bloggers [compreso il sottoscritto?] e comunicatori sostengono da tempo “ The centralized, dinosaurian one- to-many media that roared and trampled through the 20th century are poorly adapted to the postmodern technological environment. The new media environment is aswarm with lumbering toothy digital mammals. It’s all lynxes here, and gophers there, plus big fat venomous webcrawlers, appearing in Pleistocene profusion.

In apparente contrasto con le tesi sostenute da Sterling sullo stesso numero di “Alias” si evidenziavano alcuni progetti attuali e futuri per portare i blog su carta perseguendo sostanzialmente il modelllo della free press.

Che non abbia più senso parlare di media on e off line è un teorema al quale, modestamente, eravamo arrivati anche dalle nostre parti ma, come sempre, è l’equilibrio economico – gestionale che parrebbe essere ormai da tempo difficile da incontrare anche, se non soprattutto, in ambito editoriale.

Se da un lato Sterling ricorda l’ assolutamente condivisibile accelerazione dei cicli e la necessità di cambiare – reinventarsi ogni 6/7 anni dall’altro ci si interroga sui pubblici e sugli approcci diversi tra digitale e cartaceo.

Sono quesiti ed interrogazioni ancora senza una risposta certa ai quali anche in questi spazi, dal basso, da giornalai proveremo a dare dei contributi, insieme a voi.

2 commenti

Archiviato in Scenari Editoriali

2 risposte a “Il futuro dei media

  1. e dei fior fior di contributi, direi:)

    just a couple of cent: sec me sì che ha senso parlare di on- e off-line, perché no? momenti e attitudini di consumo diversi

    sec me quel che è da ragionare, invece, è proprio il concetto di “publishing”: è possibile continuare a pubblicare, pubblicare e pubblicare? credo sia proprio questo da rivedere

    saluto!

  2. pedroelrey

    Caro Alberto,
    Credo si abbia entrambi l’ eta’ per ricordarsi quando qualcuno disse “datemi dei contenitori e ve li riempiro'” [se non esattamente qs le parole, sono certo nel ricordo del significato]; spesso si ha l’impressione che in molti siano rimasti a quei tempi e non manchero’ di fornire in futuro esemplificazioni concrete al riguardo.
    Condivisibile e da approfondire – spero grazie anche ad ulteriori tuoi contributi – l’idea di momenti e attitudini di consumo diversi che veniva proposta anche in fase conclusiva del presente articoletto: “ci si interroga sui pubblici e sugli approcci diversi tra digitale e cartaceo”.
    Un abbraccio.
    Pier Luca

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