Il Giornalaio

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Il mondo editoriale visto dall’edicola

Lei è un cretino, si informi!

Sull’organo di stampa governativo stamane viene pubblicato un articolo, a firma di Filippo Facci, che parte in un riquadro in prima pagina con il titolo “Chissenfrega dello sciopero dei blogger” [scritto esattamente così] per poi svilupparsi con altrettanta signorilità e professionalità a pagina 18 del quotidiano in questione con un nuovo titolo: “Quei blog che scioperano per il diritto di insultare”

Il Facci nell’articolo si scaglia contro il mondo intero prendendosela dapprima con i giornalisti, con particolare riferimento a Luca Sofri ed a Sandro Giglioli per poi concentrare il suo delirio – come da titolo – contro i blogger e concludendo, finalmente, con una cronistoria vittimista degli abusi di cui il poverino sarebbe stato vittima.

La sapienza e la professionalità del giornalista in questione sono riassunti tutti in questo periodo dell’articolo: “Che cosa vogliono costoro? È semplicissimo: vogliono che la rete resti porto franco e che permanga cioè quella sorta di irresponsabile e anarchica allegria che era propria di una fase pionieristica di internet e che era precedente a quando «la rete» non era ancora divenuta ciò che è ora: un media rivoluzionario, ma pur sempre un media, dunque la propaggine di altri media anche tradizionali che sono regolati dalla legge come tutto lo è.”

Internet è una propaggine di altri media tanto quanto il Facci è una propaggine del giornalismo più becero.

Per riprendere una delle più celebre battute di Antonio de Curtis non si può che concludere che: lei è’ un cretino, si informi!

Demagogia

Che il Facci non si preoccupi, entro 48 ore rettifico.

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Convegnistica ed apertura al nuovo

Ormai pare non vi sia più dubbio alcuno i giornali ed il giornalismo [purtroppo] devono fare i conti con il web e cambiare.

Come questo cambiamento debba e possa avvenire, al convegno tenutosi questo weekend alla Bagnaia, in fondo non l’ha detto nessuno ma quel che è certo è che per recuperare redditività il must è quello di far pagare le notizie on line.

E’ tale la determinazione e la consapevolezza della necessità di apertura al cambiamento per sorpassare questa crisi che persino i perseguitati politici, nonostante sino al giorno precedente evidenziassero la faziosità [comunista!] dei media, in occasione del convegno ricordano come il Paese [maiuscolo in riferimento alla località alle porte di Treviso] cresca grazie alla cultura, all’informazione ed alla libertà.

Forte di questa rassicurazione il cane da guardia della villa di Arcore, scodinzolando, esulta per la strabiliante iniziativa che il governo si impegna ad implementare a sostegno dell’editoria nazionale: regalare 380mila abbonamenti a quotidiani e riviste per un semestre a chi compie 18 anni.

Iniziativa necessaria, oltreché lodevole, poiché come ricorda l’ ad di Poligrafici editoriale i giornalai sono colpevoli di poter godere di ben 22 domeniche all’anno di chiusura [fanno circa solamente 330 giorni lavorativi all'anno], infatti: la domenica metà delle edicole sono chiuse, si spende più di benzina per andare in edicola che per il prezzo del quotidiano.

Insomma ci sono molte strade da provare per salvare informazione e giornali di carta ed al convegno non ne è stata trascurata nessuna: far pagare quel che oggi è gratuito, regalare ciò che alcuni insistono ad acquistare e penalizzare/bastonare il canale di sbocco commerciale.

Pare che andandosene qualcuno abbia scritto sulla lavagna della sala congressi la sua soluzione: “Salvare le notizie”. Già.

Change

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