Archivi del mese: settembre 2012

Studio di una Comunità di Pratica sul Futuro del Giornalismo

Nella mia rubrica settimanale per l’European Journalism Observatory sintesi e commento di uno studio effettuato da una dottoranda al master in comunicazione all’Università di Ottawa dal titolo: “The Future is Not Black and White: A Study of a Twitter-based Community of Practice on the Future of Newspapers”.

Molto spesso si ritiene che Twitter non possa essere strumento di conversazione ma solamente di diffusione di messaggi spesso monodirezionali.

Twitter, come ogni altro mezzo, come ogni strumento, genera effetti diversi in funzione di come viene utilizzato. E’ questa forse la più banale ma anche la più rilevante constatazione alla quale lo studio giunge.

Buona lettura.

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Sorpresa! La Pubblicità su Internet Cala

Kantar Media ha rilasciato all’inizio di questa settimana la situazione degli investimenti pubblicitari negli Stati Uniti aggiornata a giugno.

Secondo quanto riportato per la prima volta il valore degli investimenti pubblicitari sul Web cala del 5,4% nel secondo trimestre e, complessivamente, del 3,9% nel periodo gennaio – giugno 2012.

Se, come spiega la nota di commento, si tratta solo della pubblicità display [banners & co], e sono dunque esclusi sia la search che gli investimenti in advertising su Internet in mobilità, in forte sviluppo come noto, è certamente un indicatore del calo del valore mediamente riconosciuto per CPM  e della inefficacia  delle attuali forme e formati adottati per l’advertising online.

Viene spesso ritenuto che i fenomeni negli Stati Uniti siano anticipatori di un lustro rispetto alle dinamiche che si verificano nel nostro Paese. Tesi che complessivamente non mi trova d’accordo poichè ho avuto modo di verificare a più riprese che molto spesso in realtà molti dei fenomeni che si verificano dall’altra parte dell’oceano non hanno mai luogo in Italia. Se comunque così fosse in questo caso, vista la globalizzazione, anche in termini di mercato, della Rete, sarà bene tenerne conto.

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Giornalismo & Diffamazione

E’ uscito pochi giorni fa il trailer, l’anteprima di “Al Qaeda, Al Qaeda”, docu-film di denuncia contro la disinformazione e la persecuzione a mezzo stampa in Italia. Visti gli avvenimenti di questi giorni non poteva esservi scelta più azzeccata.

Il docu-film ricostruisce e narra storie vere, attraverso la testimonianza diretta degli interessati, materiale di archivio e scene originali, le storie che giorno dopo giorno i media raccontano agli italiani, senza ritegno per la verità delle cose e  molto spesso senza alcun rispetto per le persone che sono coinvolte. Storie di ordinaria follia mediatica note per i casi più celebri come “la macchina del fango” dietro le quali si nascondono, o vengono nascoste a seconda dei punti di vista, abusi e diffamazione del giornalismo nostrano.

Il film documentario è tratto dal libro “Primo, non diffamare” di Luca Bauccio, avvocato e cofondatore di YouReporter, il primo sito italiano di video-citzen jornalism, che, tra le altre cose, ha difeso, con successo, la moglie di Abu Omar nel processo contro i suoi sequestratori.

Bauccio, da me contattato, spiega che il film, attualmente nelle fase conclusiva di montaggio, avrà la durata di circa 50 minuti e sarà presentato ufficialmente il 18 ottobre prossimo presso il cinema Apollo in Galleria De Cristoforis a Milano. Gli attori, sono tutti non professionisti anche se alcuni di loro, come Beppino Englaro o Youseff Nada, sono comunque personaggi noti; ciò che li accomuna è il fatto di essere tutti persone che sono state diffamate dai media negli ultimi anni.

Il film sarà distribuito attraverso i canali “non ufficiali”, non apparirà dunque nelle sale cinematografiche ma sarà disponibile in Rete, su iTunes..etc. e il dvd sarà posto in vendita al prezzo “popolare” di 8/10 euro.

“Al Qaeda, Al Qaeda”, è il grido di al lupo, al lupo, metafora di come sia facile essere vittime di accuse di reati infamanti da un giornale, o da una televisione. Non vuole supportare le tesi complottiste sull’11 settembre ma ribadire quali siano i presupposti di una convivenza civile. Un compito tutt’altro che facile in un contesto in cui vince chi grida di più, anche dalle pagine e dalle edizioni online dei giornali, e la diffamazione appare a tutta pagina mentre le smentite, quando vi sono, in un trafiletto nella parte bassa della 52esima pagina.

Vedremo quali spazi saranno concessi dai mainstream media a questa importante realizzazione, sarà anche questo uno “ZMOT” [zero moment of truth] anche se da un’altra prospettiva da quella a cui si riferisce Google.

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Acquisizione e Condivisione dell’Informazione di Attualità

Human Highway, per conto di Liquida, ha condotto una ricerca sul ruolo dell’online nell’informazione di attualità nel nostro Paese analizzando il processo di acquisizione delle notizie e su come avvenga la distribuzione attraverso partecipazione e condivisione dei lettori, delle persone. I risultati della ricerca, effettuata su un campione stratificato di 2029 casi, rappresentativo degli utenti internet italiani, sono stati pubblicati ieri in tarda serata.

La ricerca analizza gli effetti dei social network nell’informazione di attualità, quelle che vengono definite le 4 fasi di vita della notizia, dall’acquisizione della notizia sino alla condivisione e diffusione in Rete passando per l’approfondimento successivo e il confronto sociale sulla notizia, e il passaggio dallo user generated content allo user amplified content.

E’ stato monitorato l’andamento del numero di condivisioni per giorno negli ultimi 300 giorni rilevando i 38 principali siti di informazione italiani, sia appartenenti alla categoria dei quotidiani cartacei che alle testate all digital. Le condivisioni prese in esame sono quelle prodotte su Facebook, Twitter e Google Plus.

Emerge la netta predominanza dei siti d’informazione che hanno un corrispondente cartaceo rispetto ai pure players del digitale. Un aspetto che conferma la differenza di ampiezza della base di lettori, come confermano anche i dati Audiweb di luglio con, prendendo a titolo esemplificativo i due top di ciascuna categoria, «VareseNews» a 48.076 utenti unici e «Repubblica» 1.337.329 utenti unici, e che fa riflettere sulle difficoltà ed il percorso da compiere per le testate all digital nel nostro Paese.

Anche per quanto riguarda i social network spicca la assoluta predominanza di Facebook che produce il 91,6% delle condivisioni mentre Twitter, teoricamente newswire dell’informazione, pesa solo il il 7,5%. “Città fantasma” Google Plus al 0,9% del totale delle condivisioni come mostra il grafico di sintesi sottoriportato.

Le fonti informative di riferimento nel caso di un evento straordinario per gli utenti internet del nostro Paese sono i motori di ricerca [Google] che ottiene il 50,6% delle preferenze e resta “top of mind” seppure in calo rispetto al 2011, la televisione 40,1% e i quotidiani online al 28%. Rispetto all’anno scorso acquistano considerazione Facebook [14,6%] e Twitter [3,6%] a scapito degli aggregatori/motori di notizie. Se certamente, come nel caso del confronto tra i siti di informazione di testate nate dalla carta e quelli solo online, pesa la differenza di ampiezza della base di persone iscritte a Facebook rispetto a Twitter, risulta evidente come la piattaforma di microblogging da 140 caratteri  sia fonte di riferimento attualmente per le notizie solo per una sparuta minoranza seppure in forte crescita; sarà bene tenerne conto.

Anche per quanto riguarda l’amplificazione sociale prodotta dalla Rete, dai social network, in termini assoluti, è Facebook a regnare sovrano con  4,7 milioni di segnalazioni rispetto ai 800mila tweet/retweet e 1 milione di post e commenti sui blog e 900mila segnalazioni a conoscenti via mail.

Relativamente al percorso della notizia, ed alle 4 fasi di vita già citate, la prima fonte d’informazione resta la televisione che è anche il mezzo di comunicazione utilizzato per approfondire e riprendere la notizia in tempi successivi seppure, come già emergeva, motori di ricerca e siti d’informazione primeggino, 59% versus 56% della TV, in questo passaggio, nella fase di approfondimento dell’informazione. Social media e social network giocano invece un ruolo determinante nel processo di amplificazione e diffusione dell’informazione come mostra la tavola di sintesi sottoriportata. L’amplificazione sociale per certi temi e certe testate dell’online rappresenta la prima risorsa di attenzione e di traffico sul sito.

La distribuzione dei contenuti passa dunque in maniera sempre più rilevante attraverso social media e social network ed è in corso il passaggio dall’impression all’expression, dalla pura esposizione ai contenuti di un media a quello di lettura, apprezzamento e condivisione. Facebook e Twitter diventano “luoghi” nei quali gli editori distribuiscono e promuovono il proprio contenuto alimentando il rapporto con i propri lettori.

Passaggio dallo user generated content allo user amplified content che lascia comunque il timone in mano all’industria dell’informazione con vantaggi e oneri, di attenzione e capacità di relazione con le persone, come sempre avviene in questi casi.

“At the heart of journalism today is a great paradox: the industry is in the midst of uncertainty caused by the very same technologies that allow journalism to reach far broader audiences, more quickly, and with greater input, feedback, and resources than ever before. We feel strongly that journalism’s future is very bright. Technology is changing journalism forever, but the core techniques of quality journalism are more important than they have ever been” -  The New Journalist: Roles, Skills, and Critical Thinking, Benedetti, Currie e Kierans, 2010 -

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Prove Tecniche di Innovazione sulla Carta

In questi spazi si è sostenuto a più riprese la necessità, e la possibilità, di fare innovazione sulla carta

Adesso, secondo quanto riportato dal Guardian, Il numero in edicola ad ottobre della versione inglese di «Marie Claire» conterrà al suo interno un filmato della durata di 45″, lo spot del profumo di Dolce & Gabbana.

La tecnologia utilizzata [Video in Print® Technology] è prodotta da Americhip ed è già stata utilizzata allo stesso scopo da Martini per promuovere Martini Gold sull’edizione russa di «Vogue». Il filmato sottostante mostra -  Update h 17.20: Il video è stato bloccato, ahimè. E’ possibile visionarlo QUI – come all’apertura della pagina il video parta automaticamente.

Al tempo stesso Volkswagen in India, l’11 settembre scorso, ha pubblicato su maggiori quotidiani nazionali un annuncio istituzionale che, anche in questo caso, grazie ad un chip, all’apertura della pagina da parte del lettore faceva partire l’audio a tema con la campagna pubblicitaria. Tecnica già utilizzata nel 2010 per il lancio della Vento.

Si tratta di un valore aggiunto sia per quanto riguarda la comunicazione pubblicitaria che sotto il profilo giornalistico con la possibilità di mostrare contenuti aggiuntivi che sulla carta non trovano spazio. Prove tecniche di innovazione sulla carta che ne dimostrano l’effetiva possibilità

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Cluster Analysis degli Utenti Internet in Italia

Sono stati diffusi ieri i dati Audiweb per il mese di luglio. Gli utenti attivi nel mese [28,1 milioni di persone] crescono del 7,3% e quelli nel giorno medio del 9,2% [13,3 milioni di persone] rispetto al pari perdiodo dell’anno precedente e sono collegati in media per 1 ora e 19 minuti [+8%], consultando 136 pagine per persona [+5%]. Registrandosi è possibile scaricare i dati di sintesi della rilevazione mensile e approfondire il profilo socio-demografico degli italiani che utilizzano Intenet nel nostro Paese.

Ma chi sono queste persone, che interessi hanno e quale il loro approccio nei confronti della Rete?

A svelarlo la ricerca della Nielsen, per conto di Diennea MagNews, “Digital Marketing Trends 2012″ che fa il punto sui comportamenti digitali degli italiani. Effettuata nel marzo di quest’anno, ha sottoposto un campione di mille individui oltre i 18 anni che utilizzano abitualmente Internet ad un questionario di circa 18 minuti, comprensivo di domande chiuse e semi-strutturate somministrato con la tecnica C.A.W.I [Computer Assisted Web Interviewing].

La ricerca, liberamente scaricabile previa registrazione, ha indagato le abitudini di utilizzo di Internet degli italiani, dall’anzianità d’uso al luogo da cui si collegano passando per il tempo speso in Rete e le principali attività svolte, focalizzandosi in particolare su utilizzo della posta elettronica, social network ed e-commerce.

Di particolare interesse la cluster analysis, l’analisi dei diversi segmenti, degli utenti Intenet in Italia che identifica 5 gruppi che si distinguono per il loro orientamento alla Rete sia per quanto sono evoluti sul Web che per il loro legame con Internet [da razionale a emotivo].

La mappa sottostante ne sintetizza le principali evidenze classificandoli, come spiega Nielsen, in “dormienti” [14%], che svolgono su Internet poche attività e hanno poca dimestichezza con la Rete, i “non coinvolti”, cioè coloro che approcciano Internet in modo distaccato, pari al 25% del campione; i “pragmatici” [15%], che si approcciano a Internet per sfruttarne le comodità e i plus, i “fanatici”, con un profilo evoluto ed esperto e pari al 17% del campione e, nello stadio evolutivo precedente, gli utenti “follower” [29% degli intervistati] che mostrano un approccio emulativo dell’atteggiamento dei “fanatici” ma, a tutti gli effetti, sul web hanno un comportamento più basico.

I due grafici di sintesi sottostanti consentono di approfondire la profilazione sia in base a profilo socio-demografico e utilizzo di Internet che in particolare riferimento all’approccio verso e-mail, social network e acquisti online.

Come si può vedere tutti i profili comprendono la consultazione di siti d’informazione tra le principali attività svolte online, una definizione che probabilmente è particolarmente ampia e va ben oltre i siti dei quotidiani che determina come per almeno il 61% del campione [Fanatici, Follower e Pragmatici], pari a circa 17 milioni di persone se proiettato sull’universo degli utenti attivi nel mese, vi sia interesse per una qualche forma d’informazione.

Come emerge dalla ricerca sullo scenario dell’informazione online, realizzata da Human Highway per conto di Liquida, infatti anche coloro che non frequentano abitualmente quotidiani online, né blog di attualità, sono più disinteressati ma non disinformati. Semplicemente, incontrano le informazioni attraverso una diversa dieta mediatica con meno quotidiani  e meno blog ma più social networks [si veda come, oltre ai tre cluster sopracitati, anche il 7o% dei "dormienti" e il 71% dei "non coinvolti" sia comunque iscrittto ad almeno un social network] con i rapporti personali che sono una fonte importante di acquisizione della notizia ma di taglio diverso: più cronaca e attualità [e gossip], meno politica interna ed estera e anche meno sport.

Per gli editori, per l’industria dell’informazione, si tratta ora di capire come coinvolgere positivamente questi diversi gruppi di persone facendoli approdare ai loro siti, e  così monetizzare, senza scadere come avviene attualmente.  Se posso dirlo, ho delle idee al riguardo.

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L’Infobesità è Causata dai Social Network

Nella mia rubrica settimanale per l’European Journalism Observatory si parla di infobesità.

W. Russell Neuman, professore di studi della comunicazione alla University of Michigan,  Eszter Hargittai, professore associato di studi della comunicazione alla Northwestern University, e Olivia Curry, assistente alla ricerca presso la  Northwestern University, hanno pubblicato sulla rivista statunitense «The Information Society» i risultati del loro studio “Taming the Information Tide: Information Overload in the American Home”. Una sintesi del risultati è stata resa disponibile recentemente dalla Northwestern University che ha concesso al sottoscritto, per conto appunto dell’European Journalism Observatory, copia integrale della ricerca.

Emerge, lo anticipo, come per le persone l”information overload non sia vissuto complessivamente come un problema ma sia invece l’eccesso di condivisioni, di informazioni non richieste sui social network ad infastidire. Aspetto che anche altre ricerche confermano.

Se già l’anno scorso c’era chi sosteneva che il problema era mal posto e che invece di information overload fosse necessario parlare di information overconsumption, di sovraconsumo informativo, Clay Shirky sostiene che si tratti di utilizzare i giusti filtri. Filtri che, come suggerivo ieri, possono essere, anche, quelli delle piattaforme, degli strrumenti, di content curation.

Pare dunque che l’infobesità non sia un problema ma che sia il consumo compulsivo e l’eccesso di condivisioni di informazioni ad esserlo. C’è da rifletterci.

Buona lettura. [Comment is free]

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10 Strumenti per la Cura dei Contenuti

La content curation, l’atto di scoprire e presentare contenuti digitali, sta diventando sempre più popolare tra editori ed esperti di marketing in un ottica di brand journalism. Invece di concentrarsi sulla generazione di nuovi contenuti, la cura dei contenuti si concentra sul filtrare efficacemente i contenuti da una varietà di fonti e la consegna ai lettori in un modo visivamente accattivante e organizzata.

Ci sono diversi servizi di cura dei contenuti che consentono di creare riviste online con contenuti mash-up da siti web, blog, feed RSS, social media, e altre fonti online.

Qui di seguito una lista di 10 siti gratuiti per realizzare la cura dei contenuti che è possibile utilizzare per fornire contenuti per il pubblico per creare la propria rivista digitale o il proprio quotidiano. L’ obiettivo di fondo, è importante specificarlo, è quello di costruire una esperienza efficace e ridurre l’impatto dell’ overload di informazioni.

1. Bagtheweb

BagTheWeb aiuta gli utenti a curare i contenuti Web. Se si desidera salvare i migliori contenuti che si incontra durante la navigazione in Internet ed averne accesso in un secondo momento questa è una risorsa importante. Consente di salvare le pagine che trovate utili e utilizzarlo per riferimento personale o da condividere con gli altri.

Come suggerisce il nome, è possibile creare una “borsa” ["Bag The Web"] per qualsiasi argomento e raccogliere, pubblicare e condividere qualsiasi contenuto dal Web. Queste “borse” possono essere usate per molti scopi: per raccomandare i prodotti, per la condivisione di conoscenze tecniche, per la costruzione di guide di viaggio, ma anche per difendere una causa, e persino per l’organizzazione di una riunione o la preparazione di un discorso.

2. Pearltress

Pearltress è un servizio gratuito che consente di creare la mappa vivente del web. Lo scopo di questo è quello di poter facilmente salvare e recuperare contenuti interessanti che si trovano sul web. Il contenuto memorizzato viene organizzato e presentato all’utente in maniera visivamente accattivante ed possibile condividerlo con gli altri.

3. Collected

Collected è un servizio in cui facilmente raccogliere feed e fonti di notizie proprie e di altri su base giornaliera. È anche possibile esportare la raccolta a un nuovo feed che è possibile utilizzare nel vostro lettore preferito, come Google Reader, NetNewsWire [se usate un Mac], etc. Collected consente di raccogliere siti di news, feeds di twitter, flickr RSS, blog, o qualsiasi cosa che utilizza RSS, Atom o XML.

4. Trapit

Trapit è uno degli strumenti più nuovi con cui è possibile personalizzare la notizia che si legge on-line. Quanto più si utilizza il sito più cresce la conoscenza e la possibilità di ottenere raccomandazini su nuovi contenuti ai quali si potrebbe essere potenzialmente interessati Il processo attraverso il quale individuare il contenuto che interessa è un po’ diverso da altri, viene infatti data la possibilità di creare la propria”trappola”, il proprio contenitore di informazioni e notizie che viene così trasformato in base per tutti i contenuti di quel genere.

5. Themeefy

Themeefy è una bella piattaforma per scoprire, “curare”, compilare e pubblicare le informazioni dal web creando la propria rivista personale a tema. È possibile creare un account gratuito o, in alternativa utilizzare il vostro ID di Facebook o Twitter.

Themeefy permette di avere i contenuti web trasformati in una rivista alla quale può accedere chiunque tramite un unico URL. È molto facile da usare. È possibile creare la vostra rivista e pubblicare contenuti con l’aggiunta di link o caricare i contenuti dal computer.

6. Storify

Storify è probabilmente uno degli strumenti più noti, aiuta i suoi utenti a raccontare storie  raccolte dai social media come tweets, foto e video. Gli utenti possono cercare più social network da un luogo, e quindi trascinare i singoli elementi nelle loro storie. Si possono riordinare gli elementi ed anche aggiungere testi per comnsentire al lettore di contestualizzare megio. Storify è stato lanciato nel settembre 2010 ma è stato reso disponibile pubblicamente nell’aprile 2011, anno in cui e ha vinto la Startup Accelerator di Southwest nel 2011.

7. Paper.li

Paper.li, è un altro tra gli strumenti più noti e diffusi, è un servizio di cura dei contenuti. Permette di pubblicare una sorta di giornale sulla base di argomenti a loro piacere ed offrire a lettori e followers una selezione di notizie raccolte e link giornalieri. Richiede un account Twitter o Facebook per iscriversi e iniziare la pubblicazione che avviene raccogliendo, curando, le fonti dei contatti su uno di questi social network. È inoltre possibile utilizzare Paper.li per monetizzare il contenuto , offrendo abbonamenti a pagamento con la versione PRO.

8. Issuu

Issuu è un servizio gratuito che permette di caricare qualsiasi tipo di documento e farne una rivista. Con 52 milioni di lettori al mese, Issuu è una delle piattaforme in più rapida crescita dell’editoria digitale in tutto il mondo e un modo molto efficace per indirizzare il traffico al blog o al sito web della vostra azienda. Consente di raccogliere, condividere e pubblicare informazioni in un accattivante e user-friendly formato rivista digitale.

Grazie alla versione PRO può essere un modo molto efficace per gli editori minori per costruire il loro pubblico. Personalmente  ne ho sperimentato con soddisfazione l’utilizzo quando con l’amico Enrico Sbandi realizzammo un istant magazine per Miss Italia 2011.

9. Storination

Per creare in meno di un minuto uno storyboard curato di voi e, volendo, da altri.
Storination consente di creare comunità online, chiamata nazione, in cui le persone condividono le storie sociali sullo stesso argomento. Dopo aver aperto la vostra “nazione”, a organizzare il vostro Storyboard, uno spazio virtuale in cui chiunque può contribuire aggiungendo la propria storia da Storify.

10. Scoop.it

Scoop.it è un ottimo strumento per scoprire contenuti rilevanti per la propria nicchia, nonché per fornire contenuti ai lettori. Si può utilizzare la dashboard, il cruscotto, per recuperare i contenuti in base a filtri delle parole chiave o alla data da un numero illimitato di fonti, tra cui siti web, feed RSS, specifici account sui social media, e altro ancora. Scoop.it fa il resto e si fornisce esattamente il tipo di contenuto che si sta cercando. Scoop.it, nelle loro stesse parole, consente di “pubblicare facilmente riviste splendide”. Si tratta di un ottimo strumento per curation leva e, perchè no, per aumentare la propria visibilità se non si ha tempo per realizzare, ancora una volta per curare, un blog.

A margine, si segnala, consigliando ovviamente la lettura, l’elenco realizzato da Simplyzesty sui 10 migliori aggregatori di notizie: “The 10 Best News Aggregator Apps For Those On The Go”

Update delle 10.10: Su segnalazione di Rosaria Gagliano gli strumenti diventano, almeno, 10+1.

11. NextMags

NextMags, piattaforma tutta italiana, permette di creare in pochi facili passi una rivista. E’ possibile gestire i magazine realizzati  da solo o in gruppo, con i familiari, amici, colleghi o compagni di squadra. Diversi tipi di ruoli assegnati dall’amministratore permetteranno di gestire la creazione e la gestione collaborativa degli articoli.

E ‘ possibile pubblicare la/le riviste realizzate su Facebook, Twitter e altre piattaforme sociali, e renderli accessibili da tutto il mondo.

Ovviamente ogni ulteriore segnalazione, nello spazio dei commenti, è assolutamente gradita.

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I Numeri di Flipboard

Flipboard, anche se il suo Direttore Editoriale non condivide questa definizione, è uno dei più celebri aggregatori sociali di notizie per tablet e smartphone, ha avuto una crescita esponenziale dal lancio di due anni fa ad oggi.

A fine 2011, quando è stata lanciata la versione per smartphone, aveva 5 milioni di utenti, mentre ora annuncia di aver raggiunto i 20 milioni di utenti e che ogni secondo una persona in più scarica l’applicazione. Accedono a Flipboard 1,5 milioni di utenti al giorno in tutto il mondo utilizzandolo per circa 3 minuti [pari ad 86 minuti al mese] e vengono consumate, viste mediamente 5 pagine [flips]

Il 75% degli utilizzatori è collegato con almeno un social network e genera 14,5 milioni di condivisioni al mese. Il giorno di picco nell’utilizzo dell’applicazione è la domenica per i tablet e il giovedì per la versione per smartphone. Le news sono uno degli argomenti che maggiormente vengono inseriti, scelti, da chi scarica e utilizza l’app.

Queste e altre informazioni quelle contenute nell’infografica realizzata da Flipboard per celebrare i due anni dal lancio il 28 agosto scorso.

Per quanto riguarda il nostro Paese in maniera specifica, che non rientra tra i “top countries”, secondo AppData, è al 13esimo posto tra le app gratuite di notizie più scaricate per quanto riguarda la versione per iPhone, mentre si colloca al 9° posto nella versione per iPad. Una posizione che vede l’aggregatore davanti a molti quotidiani nazionali nella versione per smartphone e in buona posizione in quella per tablet, in cui, comunque, le app dei grandi quotidiani nazionali sono battute da quelle di Nasa Television e di National Geographic Italia.

Rendere l’esperienza di lettura più personalizzata, evitando di replicare anche per tablet e smartphone il modello generalista dei giornali pare dunque una strada vincente, restano da valutare, anche in questo caso, la sostenibilità dell’attuale modello di business per quanto riguarda l’impresa ed i rischi connessi all’eccesso di personalizzazione, quello che Parsier definisce “The Filter Bubble”, per le persone.

– Clicca per Ingrandire -

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Le 20 Tendenze per il 2020

Se Mark Potts su «Recovering Journalist» traccia una sintesi dei cambiamenti che la Rete e la tecnologia hanno apportato a giornali e giornalismo negli ultimi 20 anni che vale assolutamente il tempo della lettura, sono ancora più interessanti le previsioni realizzate da «Newspapers & Technology» sulle tendenze per il 2020, uno sguardo futuribile che parte da fenomeni attualmente già in fase di avvio che dovrebbero, secondo quanto pubblicato, esplodere e consolidarsi.

Per comodità di lettura ho tradotto i 20 punti elencati.

1. La connettività wireless è onnipresente e facilmente accessibile, reti più potenti sono messe in funzione.

2.  La penetrazione Tablet vola, diventano più leggeri, più economici e più versatili, gli smartphone sono utilizzati da oltre il 90 per cento dei consumatori. I dispositivi mobili sono sempre presenti.

3.  I siti sono più intelligenti, progettati con elementi concepiti per integrarsi in funzione di come il cervello umano interagisce con essi.

4.  Aumentano le pressioni, e le forze economiche, sui costi associati alla distribuzione fisica di un prodotto stampato.

5.  Notizie che non solo è possibile utilizzare, ma notizie iperpersonalizzate realizzate per ogni singolo individuo. Hyper-informazione mirata che è costantemente visualizzata sui propri dispositivi mobile. Ma i consumatori dipendono ancora dai redattori dalla loro capacità di curare le informazioni importanti per loro.

6.  Il giornale stampato sopravvive, ma non in ogni città americana e non tutti i giorni della settimana.

7 . I giornali sono ormai marchi di notizie, con la carta stampata che è solo uno dei molti prodotti e servizi che includono social media management, progettazione di siti web e altre offerte su misura per le piccole e medie imprese.

8. I Giornali di carta sono disponibili in più forme e dimensioni, con formati compatti che prevalgono sugli attuali broadsheet e  tabloid.

9. Le organizzazioni editoriali di informazione sono più soggettive, con contenuti volti a servire particolari gruppi di interesse ed  ideologie. Una pletora di canali e punti vendita offre ai consumatori molteplici prospettive.

10. La proprietà aziendale di quotidiani non è più di imprese ma di privati ​​e gruppi di private equity che vengono ad assumere un maggiore controllo dell’industria dell’informazione.

11. Piccoli editori dedicati a singole comunità e proprietari di giornali che servono le più piccole città continuano a prosperare. Allo stesso modo, le marche nazionali come il New York Times, il Wall Street Journal e USA Today rimanere in vita, mentre quelli di medie dimensioni metropolitane hanno completamente riorganizzato le loro operations per rimanere vitali.

12. La Qualità vende: La ricerca della verità è ancora importante.

13. I Prodotti ed cicli di vita delle tecnologie si comprimono ulteriormente, costringendo manager e dirigenti a reagire ai cambiamenti del mercato ancora più velocemente.

14. Le strategie di coinvolgimento della comunità si evolvono con i giornali che sono focalizzati su come attrarre una partecipazione civica dei lettori. Alcuni mercati hanno reporter volontari in maniera simile a come alcune città hanno i vigili del fuoco volontari. L’obiettivo: ridurre i costi associati alla creazione di contenuti.

15. La precoccupazione per quanto riguarda la privacy cresce in quanto i consumatori sono sempre più preoccupati di quanto il marketing e altri terzi in generale conoscano le loro intenzioni e preferenze.

16. La linea di demarcazione tra il mondo delle app ed il Web scompare, permettendo la creazione di un nuovo portafoglio di servizi.

17. Forum di discussione e commento sono monetizzati.

18. I Dati regnano sovrani: Come sono raccolti, come vengono estratti e come sono confezionati sia per gli inserzionisti e lettori.

19. Gli editori che si adattano con successo si posizionano per godere della prossima età d’oro del giornalismo.

20 Il Chicago Tribune, Chicago Sun-Times e Daily Herald a Arlington Heights, Illinois, offrono edizioni speciali olografiche dei Chicago Cubs vincitori del 2020 World Series. OK. Stiamo sognando una parte di questo articolo, ma la tecnologia olografica è reale.

Mi sembra possa essere uno scenario sufficientemente probabile, anche se, per quanto riguarda specificatamente il nostro Paese, aggiungerei almeno altri 5 anni aggiornando le tendenze descritte al 2025.

Sempre da da «Newspapers & Technology», si consiglia la lettura di “It’s 2020: Do you know where your newspaper is? Better yet, do you know what your newspaper is?” e la sintesi realizzata da WAN – IFRA sul tema: “The familiar future face of newspapers”

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