Fiumi di parole sono state scritte in questi giorni sulla copertina del «Time» di questa settimana che è stata dedicata al nostro Presidente del Consiglio Mario Monti. La scelta di ritrarre l’attuale capo del nostro Governo è stata unanimamente interpretata come la conferma dell’autorevolezza e del buon lavoro che gli viene attribuito e riconosciuto, sancito, sugellato dalla copertina.
Peccato che così non sia assolutamente. Infatti la copertina degli Stati Uniti, dove il settimanale vende la stragrande maggioranza delle proprie copie, ha un soggetto completamente diverso, mentre Monti è rappresentato solamente sulle edizioni distribuite fuori dagli USA.
Storie da copertina che stabiliscono ancora una volta il limite tra notizie e informazione.


Forse sarà perché negli Usa, questa settimana, hanno già abbondantemente parlato di Monti e della sua visita?
Non ci trovo nulla di straordinario. Time è una impresa che campa vendendo copie. Se ne vende di più col cane, ci mette il cane. Meglio sarebbe valutare le pagine internet. La storia su Monti c’è? Se sì, tanto rumore per nulla.
internet = interne
Si Luca assolutamente ma, mi pare proprio, che sia in contrasto con la grande evidenza che ha avuto – pour cause? – dalla stampa nostrana. Come mai nessuno ha detto che la copertina per gli US era diversa? Tanto rumore per nulla o tanto rumore per perseguire un obiettivo ben definito politicamente? Pensaci.
Un abbraccio
Pier Luca
Slate si è interrogato sulla questione… http://www.slate.com/blogs/browbeat/2012/02/10/does_time_magazine_think_americans_are_stupid_.html
Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
Si Francesca, grazie, avevo letto proprio da li la questione delle due copertine. Ovviamente Slate la commenta dalla prospettiva statunitense, io da quella nostrana. Due visioni, direi, complementari.
Ciao
PL
Che sui nostri media ci sia un bias a favore di Monti mi sembra evidente, quindi anche le notizie vengono distorte (accecati, in buona fede o mala fede non sta a me dirlo) in tal senso. Probabilmente la differenza tra me e te è che io son più disilluso
Comunque ieri CNBC ha pompato (negli USA) l’intervista di Monti a più non posso, giusto per la cronaca.
Qualcuno poi prima o poi mi spiegherà, se l’informazione persegue l’interesse pubblico (penso sempre più che segua agende legate al portafoglio, anche nella grande e apparente buona stampa), perché il corriere apre con un morto per neve, quando di morti (se la morte vende) ce ne sono altri e più numerosi in altri contesti, non necessariamente in Africa. Poi dici perché non compro, non leggo e non voglio vedere i giornali…
Sono andato fuori tema, ma ormai sono diventato allergico anche alle foto condivise su Facebook dagli amici, che parlano dei giornali (non tu ovviamente), nel qual caso la prima pagina del Corriere
Spero tu stia meglio e che torni presto in forma Pierluca
Si Luca, tra i tanti miei difetti uno dei principali e’ di continuare ad essere un idealista
Sto meglio, grazie. Finita la fase 1, sto vincendo io ma devo ancora lottare
Un abbraccio
PL
L’edizione americana e quelle per gli altri Paesi si rivolgono a pubblici molto diversi; la prima all’americano medio che è sempre stato interessato al proprio cortile di casa più che alla politica internazionale; la seconda a un pubblico per definizione più cosmopolita e invece molto interessato ai fatti del mondo e alla politica estera.
Slate fa un altro esempio di doppie copertine, una per gli Usa (su un tema ‘leggero’) e l’altra più poilitica (la rivoluzione araba) per il resto del mondo, ma gli esempi sono tanti.
Quindi la lettura che ne fa il nostro Giornalaio mi sembra impropria e quanto meno parziale.
La lettura parziale viene fatta dai media italiani che non informano correttamente i lettori su qs ed altre vicende esaltate, o meno, pour cause.
Saluti
Pier Luca