L’editoria italiana, con quasi due anni di ritardo, sembra aver [finalmente?] scoperto la mass customization.
Dapprima il “Corsera Magazine”, inserto a pagamento del giovedì del quotidiano milanese, nell’uscita concomitante all’inizio del festival del cinema di Venezia ha proposto ben dieci copertine diverse con i volti di altrettanti attori.
Ieri, il gruppo Espresso – Repubblica, nel tentativo di rilanciare il moribondo mensile del gruppo, “XL”, si affida a tre copertine con altrettanti soggetti distinti.
La comunicazione – malamente fotocopiata dal distributore locale – ricevuta qualche giorno prima dell’uscita del periodico, recita testualmente: “Caro Rivenditore, Il 15 settembre torna un nuovo XL rinnovato nella grafica e in 3 versioni! Diverso fuori ma uguale dentro: stesso contenuto, stesso formato, stesso prezzo. 3 copertine da esporre fra le quali il cliente sceglierà”.
Da un lato si insegue, con ritardo e scopiazzando malamente, quanto già fatto da altri e, dall’altro si perseguono concetti che in altri settori risultano ormai, quantomeno, datati quale quello della mass customization,. Ad adbundatiam li si concepisce e declina con modalità che definirei, come minimo, poco professionali rendendoli – come viene definita tecnicamente – una mera operazione di cosmetic customization di valore risibile.
Perchè, infatti, produrre dieci copertine diverse quando il magazine è inserito all’interno del quotidiano e dunque il lettore non è in grado di scegliere quanto non visibile? Ed ancora, per il rilancio di un mensile – ammesso che abbia un senso – non era meglio invertire i fattori della proposta e produrre un prodotto editoriale diverso dentro invece che fuori, visto, peraltro, che nessuna edicola d’Italia dedicherà un facing di tre colonne ad XL?
Mi chiedo e chiedo [anche se visti i precedenti immagino già di non ottenere una risposta] se coloro che hanno concepito le due brillanti operazioni soprascritte abbiano mai sentito parlare di tailor made, concetto che, se applicato, potrebbe rappresentare già un passo effettivo nel recupero della relazione con i lettori e dunque, potenzialmente, anche di vendite per andare sul concreto.
Sono considerAZIONI, riflessioni, quelle espresse in sintesi in queste poche righe, che in altri settori-mercati sarebbero di una basilarità disarmante e che qui appaiono, in maniera quasi surreale, persino d’avanguardia.
C’è tutta l’arretratezza del comparto editoriale in bella mostra in queste, di per se banali, operazioni di facciata.
Update: Ah, dimenticavo, di copie di XL ne ho, comunque, ricevuta, solo una. La brillante operazione di rilancio, concepita da chi evidentemente non ha mai visto un edicola, non avrebbe funzionato a presc indere. Prego.
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