Che l’editoria sia in crisi non è più notizia ormai da tempo.
Quello che può però essere d’interesse è verificare le reazioni [chiamarle strategie sarebbe davvero un azzardo] che le testate hanno nel tentativo di mantenere la readership e, quindi, la raccolta pubblicitaria.
Diciamo subito che le reazioni degli editori e delle concessionarie di pubblicità sono perlopiù scomposte e tendono a prevaricare senza riguardo alcuno sia il trade [le edicole] che gli inserzionisti.
Non passa settimana o, addirittura, giorno senza si possano osservare operazioni davvero sconvenienti sotto ogni profilo.
“La perla della settimana” è indubbiamente rappresentata dal mensile<< Cose di Casa >> in edicola contemporaneamente con tre versioni:
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Cose di Casa + Casa in Fiore: PVP 2,80 €
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Cose di Casa + Ristrutturare Casa: PVP 2,50 €
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Cose di Casa + TeleSette: PVP 0,80 €
Ovviamente la diffusione è estremamente variabile a seconda dell’abbinamento con quello insieme a TeleSette a farla da padrone.
Si profilano, in questo ed in molti altri casi che avremo modo di verificare in futuro, almeno due problematiche.
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In primis mi chiedo, da edicolante, quante copie di Cose di Casa a prezzo pieno venderò dopo averne regalate ipso facto [TeleSette costa 0,80 anche “liscio”] un numero esponenzialmente superiore alle vendite normalmente effettuate.
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In seconda istanza, quando la concessionaria di pubblicità presenterà diffusioni e relative readership conteggiando l’iniziativa precitata quanti dei lettori di TeleSette sono “in target” rispetto a Cose di Casa e, soprattutto, quanti l’avranno effettivamente letto?
Dubbi di un edicolante da strapazzo o triste realtà? A voi la parola.
PS: La specificazione non è mai ovvia
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L’abbinamento con TeleSette viene effettuato a cura dell’edicolante di turno che presta mano d’opera gratuita. Oltre il danno la beffa.
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I numeri di Cose di Casa a prezzo pieno, essendo dei mensili, mi sono già stati fatturati ed evidentemente giacciono invenduti